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Il riconoscimento

Santino Spinelli premiato per il dialogo interculturale

E il 13 ottobre il musicista e docente ha avviato il corso di Lingue e letteratura Romani all’Università L’Orientale di Napoli

La locandina dell'evento
La locandina dell'evento
di Pino Veri
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LANCIANO. Ieri, martedì 13 ottobre dalle 10,30, e per due ore, all’Università Orientale di Napoli Santino Spinelli ha iniziato il corso di Lingue e letteratura Romani rivolto a tutti, studenti e non.

L’appuntamento è stato al Palazzo del Mediterraneo di Napoli in via Nuova Marina 59, Aula 5.4 dove Santino Spinelli è stato insignito del prestigioso Premio Ponti di Dialogo rilasciato dall'Intergruppo Parlamentare Sviluppo del Sud. È stato Rocco Lanatà a consegnare l'ambito Premio venerdì 9 ottobre al Teatro Mazzini di Lanciano durante la 33ª edizione del Concorso Artistico Internazionale Amico Rom.

Lanatà è uno scrittore e saggista ma principalmente attivista per la pace e i diritti umani e ambasciatore di Lumbini in Nepal luogo di nascita di Buddha. Il Premio Ponti di Dialogo è assegnato per promuovere rispetto e inclusione, generando ponti di comprensione tra culture e comunità ed è stato conferito al Professor Commendatore Santino Spinelli con la seguente motivazione:

“Per il suo autorevole impegno come rappresentante culturale del suo popolo, promotore di dignità, memoria storica e dialogo interculturale attraverso ricerca, arte e presenza istituzionale”. L'artista abruzzese, musicista, compositore e docente universitario presso la Sapienza di Roma e l'Orientale di Napoli, unico Rom in Italia ad essere insignito del titolo di Commendatore Ordine al Merito della Repubblica Italiana nominato nel 2021 dal Presidente Sergio Mattarella, ha ringraziato sentitamente gli organizzatori del prestigioso premio.

Ottobre è stato a Lanciano un momento di esibizione di colori, di musiche e di persone che hanno prodotto spettacoli inimmaginabili. Donne con la loro classica veste a suonare il flauto, l’arpa superando ogni divisione tra popoli in nome dell’arte. Speriamo ora che Santino non si fermi qui e vada «oltre lo stereotipo» che divide i popoli con la sua musica.