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Il caso

San Vito Chietino, vandali al promontorio dannunziano: scritte spray a pochi giorni dalla riapertura

L'appello delle autorità: "Un gesto di immaturità che grava sulla collettività, ci si scusi spontaneamente"

San Vito Chietino, vandali al promontorio dannunziano: scritte spray a pochi giorni dalla riapertura
di Luca Di Renzo
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SAN VITO CHIETINO. Nelle ultime ore, ignoti, hanno imbrattato con bombolette spray il muretto di contenimento e la vicina carreggiata del Promontorio dannunziano, di San Vito Chietino, per veicolare un messaggio d’inciviltà

Un triste atto di vandalismo ha colpito questo luogo simbolo, recentemente restituito alla fruizione dei cittadini dopo un importante intervento di riqualificazione.

La polizia Locale, guidata dal comandante Francesco Giancristofaro, è intervenuta tempestivamente sul luogo, avviando immediatamente le indagini. Essendo l'area coperta da sistemi di videosorveglianza, gli inquirenti stanno analizzando i filmati per risalire ai responsabili. Contestualmente, gli operatori di Ecolan hanno provveduto a rimuovere tempestivamente le scritte, ripristinando il decoro dell'area.

Il peso di un gesto irresponsabile

L'episodio ha suscitato profondo rammarico, non solo per il danno estetico, ma per l'impatto economico che tali azioni comportano. Ogni operazione di pulizia e ripristino richiede l'impiego di risorse pubbliche che potrebbero essere destinate a servizi più urgenti per la comunità.

Il vandalismo, mascherato da espressione d'affetto, finisce paradossalmente per danneggiare il bene comune di cui tutti dovrebbero sentirsi custodi.

L'appello alla maturità civile

Il comandante Francesco Giancristofaro ha lanciato un forte appello agli autori del gesto. Prima che le indagini portino a una identificazione formale, l'auspicio è che i responsabili compiano un atto di maturità civile. "Un gesto di responsabilità", sottolinea il comando, sarebbe rappresentato da una lettera di scuse formale indirizzata al Comune di San Vito Chietino. Un modo, questo, per dimostrare consapevolezza del proprio errore e rispetto verso un luogo che appartiene a tutti gli abruzzesi.