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Il rilancio

Rinnovabili, dalle rovine del Cotir alla produzione di idrogeno verde: via libera al progetto

Nelle previsioni una produzione a regime di 410 tonnellate annue di vettore energetico pulito

Antonio Morgante
Antonio Morgante
di Luca Di Renzo
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VASTO. Una nuova era energetica sta per sorgere in Abruzzo, precisamente in località Zimarino, alle porte del casello Vasto Nord dell'autostrada A14.

Entro il prossimo mese di agosto, l’area che un tempo ospitava il Cotir (Consorzio delle tecniche irrigue) sarà riconvertita in un polo strategico per la produzione di idrogeno verde.

Il progetto, confermato dal direttore generale di Arap (Azienda Regionale delle Attività Produttive), l’avvocato Antonio Morgante, prevede una produzione a regime di 410 tonnellate annue di vettore energetico pulito. L'iniziativa mira a riqualificare un sito industriale in stato di abbandono da oltre dieci anni, trasformandolo in un hub di formazione, ricerca e studio che servirà ad alimentare colossi industriali e aziende del trasporto pubblico locale.

Il piano di rilancio si basa su un investimento complessivo di 17 milioni di euro, di cui 10 milioni derivanti dai fondi del PNRR e 7 milioni stanziati da partner privati. Proprio la sinergia tra pubblico e privato permetterà di garantire il rispetto delle scadenze stringenti imposte dal piano europeo. Secondo quanto dichiarato da Antonio Morgante, l'ultimo appalto è stato concluso e vedrà la collaborazione tra una primaria impresa ingegneristica italiana e diverse imprese abruzzesi, che si occuperanno della progettazione, realizzazione e gestione operativa dell'impianto.

L’impatto sul tessuto produttivo locale sarà immediato e tangibile. L’idrogeno prodotto non sarà destinato esclusivamente alla flotta di autobus TUA, ma supporterà le attività di importanti realtà industriali che hanno già siglato protocolli d'intesa con Arap, tra cui spiccano nomi come Stellantis, Valagro, Honda e l'Agenzia Marittima Vastese. Questa rete di collaborazioni garantisce una domanda solida e costante, posizionando l’Abruzzo come protagonista nella decarbonizzazione dei trasporti e dei processi industriali.

Attualmente, il sito è interessato da complesse operazioni di bonifica. Il vecchio centro di ricerca agricola, che per anni è stato oggetto di vandalismi e spogliato di ogni componente strutturale, si prepara a cambiare pelle. Dalle ceneri della ricerca agricola nasce così una prospettiva concreta di sviluppo sostenibile, ponendo fine a un lungo periodo di degrado e offrendo al territorio una nuova vocazione legata all’energia verde e all’innovazione tecnologica.