Il caso
Morta nelle campagne di Francavilla dopo la scomparsa da un autogrill: il compagno di Maria Ionescu sentito per 5 ore - I punti da chiarire
di Tito Di Persio, Giancarlo Falconi

CHIETI. Domani, 26 giugno, i lavoratori dello stabilimento Pierburg di Lanciano e del sito di Livorno, incroceranno le braccia per due ore in ogni turno, dopo la decisione dei sindacati di proclamare lo sciopero in seguito al rinvio dell'incontro al Ministero delle Imprese e del Made in Italy riguardante la cessione dei siti produttivi.
La mobilitazione è stata annunciata da Andrea Delutis della Fiom CGIL.
La protesta nasce dalla profonda insoddisfazione sindacale per il rinvio del tavolo di confronto al Ministero delle Imprese e del Made in Italy sulla questione della cessione degli stabilimenti. Mentre in Germania, qualche mese fa, la Rheinmetall ha garantito tutele occupazionali, in Italia si registra una preoccupante rigidità aziendale.
Focus sul settore automotive e difesa
Secondo le sigle sindacali, l'azienda starebbe dismettendo le attività tradizionali per focalizzarsi esclusivamente sul comparto della Difesa. Mancano ancora risposte concrete su occupazione, investimenti e continuità produttiva.
Il sindacato chiede con forza che il Governo intervenga, ricordando che la Rheinmetall è anche un partner strategico e cliente dell'esecutivo italiano.