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Ambiente

Parco della Costa dei trabocchi, San Salvo si chiama fuori: «Zone ormai eccessivamente antropizzate»

Il Comune invia le osservazioni a ministero e Regione sul perimetro dell’area protetta, che sul proprio territorio include anche porticciolo, parcheggi, stabilimenti balneari e arena per spettacoli

Parco della Costa dei trabocchi, San Salvo si chiama fuori: «Zone ormai eccessivamente antropizzate»
di Andrea Rapino
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SAN SALVO. Ci sono incongruenze troppo evidenti tra il Parco nazionale della Costa dei trabocchi immaginato decenni or sono e quella che oggi è lo stato di fatto: per questo San Salvo non può far parte della costituenda area protetta. E l’amministrazione della sindaca Emanuela De Nicolis lo ha messo nero su bianco con le osservazioni inviate a Regione e ministero, chiedendo lo stralcio del proprio territorio comunale dalla perimetrazione del Parco.

In quei 27 e passa ettari di territorio sansalvese che dovrebbero rientrare nel Parco ci sono spiaggia e lungomare ormai antropizzate, che cozzano con l’area protetta come la si vuole realizzare al pari della variante al Piano demaniale marittimo e al progetto di partenariato pubblico-privato per concessioni demaniali marittime. Nelle aree che dovrebbero far parte del Parco rientrano zone come la banchina del molo nord del porticciolo turistico, l’area parcheggio in località marina Cala del Golfo, l’Arena del mare, il lungomare Cristoforo Colombo con gli stabilimenti balneari e via Berlinguer: alcune in teoria preventivate come “Zona 2”, cioè «area di valore naturalistico, paesaggistico, agricolo e/o storico-culturale caratterizzata da un limitato grado di antropizzazione».

Una classificazione che oggi, fa notare il Comune di San Salvo, è tutt’altro che rispondente alla realtà dopo decenni di «trasformazioni consolidate e difficilmente reversibili». L’amministrazione De Nicolis chiede perciò lo stralcio integrale del proprio territorio, osservando anche che «un maggiore coordinamento con l’ente locale avrebbe potuto fornire elementi conoscitivi utili a rappresentare con maggiore precisione lo stato attuale dei luoghi e le funzioni ormai consolidate della fascia costiera».