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Palmoli, l’avvocato lascia il caso: nuovo colpo di scena nella vicenda della famiglia che vive nel bosco

Il legale Giovanni Angelucci lascia la difesa della coppia Trevillon-Birmingham, decisa a restare nel bosco con i figli

I due genitori
I due genitori
di Redazione Chieti
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CHIETI. Vicenda sempre più complicata, ennesimo colpo di scena di una storia che ora perde quel poco di dialogo sul quale si sperava per un lieto fine.

L’avvocato Giovanni Angelucci, il legale che da mesi assisteva la famiglia di Palmoli che viveva nel bosco, con patria potestà revocata e residenza in una casa famiglia, ha infatti a rimesso il mandato. «Contrari a tutto» è stata la sua unica motivazione, che la dice lunga sul «muro» eretto dalla coppia, ferma nelle proprie posizioni, decisa a rivendicare uno stile di vita e condizioni giudicate invece inadeguate dai giudici firmatari del provvedimento di allontanamento dei tre figli.

L’avvocato ha giustificato la sua decisione come conseguenza dell’ennesimo rifiuto: un imprenditore locale era ben disposto ad offrire gratuitamente una casa a pochi chilometri dalla loro. Un’immobile subito disponibile dove gli assistenti sociali avrebbero potuto valutare un percorso di reinserimento graduale per ricomporre il nucleo familiare.

Il «no» dei Trevillon-Birmingham è stato invece categorico, nel deciso rifiuto anche ai lavori di sistemazione del rudere nel quale abitano da ormai sei anni, a qualsiasi mediazione. No a tutto ciò che non fosse il bosco e la loro idea di vita «neorurale», autosufficiente. Tra le strategie difensive possibili e l’ostinazione dei coniugi la distanza è stata abissale.

Dunque il legale ha scelto di rinunciare all’incarico, passato nelle mani di Marco Femminella e Danila Solinas del Foro di Chieti che presenteranno il ricorso avverso la decisione del Tribunale dei Minori dell’Aquila che aveva sancito l’affidamento dei tre bambini ad una casa famiglia di Vasto. Ultimo termine utile fissato per il ricorso sabato 29 novembre.

La mediazione resta comunque l’ultimo baluardo di decisioni delicatissime, che devono garantire la tutela dei minori e, al tempo stesso, rispettare la dignità degli adulti.