Il caso
Morta nelle campagne di Francavilla dopo la scomparsa da un autogrill: il compagno di Maria Ionescu sentito per 5 ore - I punti da chiarire
di Tito Di Persio, Giancarlo Falconi

ORTONA. Il caso Paolini segna un punto di rottura critico con il deposito dell’atto di opposizione alla richiesta di archiviazione. Al centro della contestazione mossa da Silvana Paolini, sorella della vittima, e dall'avvocata Francesca di Muzio, vi sono le criticità rilevate dal consulente informatico Luca Russo.
L’esperto ha evidenziato una potenziale sfasatura temporale nei sistemi di videosorveglianza di una concessionaria limitrofa, le cui telecamere risulterebbero impostate con un'ora di ritardo. Tale discrepanza è ritenuta fondamentale per la corretta correlazione tra i tabulati telefonici e l’aggancio alle celle di rete.
Secondo la difesa della parte civile, a cui si è unito anche lo zio Leone Di Carlo tramite l’avvocato Nicola Rullo, restano zone d'ombra riguardanti i rapporti familiari e le questioni finanziarie della coppia. Sebbene la Procura si sia orientata verso l'archiviazione basandosi sulla relazione del medico legale — che ha escluso segni di colluttazione o ferite da difesa sul corpo di Lorena Paolini — i consulenti di parte sollevano dubbi sulla dinamica del presunto suicidio.
Il team tecnico, che comprende il criminalista Nicola Caprioli e la genetista forense Marina Baldi, punta a smontare una ricostruzione definita parziale. L'obiettivo è fare luce sulle contraddizioni nelle testimonianze fornite dai familiari dell'unico indagato, l'imprenditore Andrea Ceri, analizzando il pregresso della vittima per escludere definitivamente l'ipotesi omicidiaria inizialmente formulata dagli inquirenti.