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Il caso

Omicidio di Altino: sopralluogo del Reparto investigazioni scientifiche nella casa di Gilda Di Giuseppe

Nuovi accertamenti tecnici dei carabinieri nell'abitazione della vittima

Sopralluogo della Scientifica
Sopralluogo della Scientifica
di Luca Di Renzo
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ALTINO. I carabinieri del Reparto investigazioni scientifiche di Roma hanno eseguito ieri mattina, 12 agosto, un sopralluogo tecnico nell'abitazione di contrada Briccioli ad Altino, teatro dell'omicidio in cui ha perso la vita l'anziana Gilda Di Giuseppe, 89 anni, uccisa dal nipote Alessandro Carminucci, 25 anni. L'aggressione potrebbe essere stata scatenata dalla mancata assunzione di farmaci per gravi problemi psichiatrici.

Sopralluogo tecnico

All'accertamento irripetibile disposto dalla Procura di Lanciano erano presenti il procuratore capo Patrizia Foiera, la sostituta Elena Belvederesi, il medico legale Sara Sablone e l'avvocato Luigi Toppeta, difensore del giovane. Quest'ultimo si trova attualmente recluso nel carcere di Madonna del Freddo a Chieti con l'accusa di omicidio volontario nei confronti della nonna. Gli specialisti dell'arma, ieri 12 agosto, hanno passato al setaccio l'abitazione, entrando prima da soli per documentare fotograficamente e contrassegnare tracce, oggetti e prove sulla scena del crimine, per poi procedere insieme ai magistrati, al medico legale e alla difesa.

La dinamica dei fatti

L'obiettivo principale del sopralluogo è stato ricostruire tutte le fasi del delitto e i movimenti della vittima e dell'assassino. Gli investigatori cercano inoltre conferme alle dichiarazioni rese da Alessandro Carminucci, il quale avrebbe rivelato di avere tentato di togliersi la vita prima di aggredire lanonna. La sera del 5 agosto, il venticinquenne si trovava nella mansarda della casa e nella sua camera da letto si sarebbe procurato dei tagli alle braccia e sul collo.

L'aggressione

Successivamente il giovane sarebbe sceso al primo piano dove si trovava Gilda Di Giuseppe. È in quel punto che sarebbe iniziata l'aggressione: l'anziana avrebbe tentato la fuga per le scale verso il pianterreno per sfuggire alla furia omicida, aggravata forse dalla mancata assunzione di farmaci prescritti per i suoi conclamati e gravi problemi psichiatrici. Nella stessa giornata del sopralluogo, il giovane ha potuto inoltre ricevere la prima visita dei familiari all'interno della struttura penitenziaria.