Il caso
Morta nelle campagne di Francavilla dopo la scomparsa da un autogrill: il compagno di Maria Ionescu sentito per 5 ore - I punti da chiarire
di Tito Di Persio, Giancarlo Falconi

CHIETI. La città di Chieti si è stretta oggi, martedì 10 febbraio, in un commosso abbraccio per l’ultimo saluto a monsignor Panfilo Argentieri, spentosi all’età di 90 anni. Le esequie si sono tenute nella chiesa di San Francesco Caracciolo, nel quartiere Tricalle, il luogo che per decenni è stato il cuore pulsante della sua missione pastorale e dove don Panfilo ha rappresentato un punto di riferimento non solo religioso, ma profondamente umano per intere generazioni.
L'ordinazione sacerdotale
Ordinato sacerdote nel 1959, don Panfilo Argentieri ha attraversato oltre sessant’anni di storia della diocesi teatina. Oltre al legame indissolubile con la sua comunità, è ricordato per l’importante incarico di rettore del Seminario arcivescovile di Chieti, dove ha guidato con spirito paterno la formazione di numerosi sacerdoti. La sua figura era iconica: sempre fedele alla talare, simbolo di una coerenza d’altri tempi, ma capace di una modernità rara nell’ascolto e nel dialogo con i fedeli.
Originario di Gissi, monsignor Argentieri era noto anche per la sua grande passione per i colori neroverdi della Chieti Calcio, che seguiva con l’entusiasmo di un vero tifoso. La sua scomparsa lascia un vuoto profondo: «È stato un padre per tutti noi», hanno ricordato i parrocchiani presenti, testimoni di una vita dedicata interamente al prossimo fino agli ultimi giorni, segnati da una salute minata da un recente incidente stradale.
Il parroco della gente
Le istituzioni religiose e civili hanno reso omaggio a quello che molti definivano il "parroco della gente", sottolineando come la sua eredità spirituale rimarrà impressa nella memoria collettiva della città.