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Il caso

Lorena Paolini, la famiglia è contraria all'archiviazione

A due anni esatti dalla tragedia di Ortona, i familiari contestano la decisione dei giudici e chiedono la riapertura del caso

Lorella Paolini
Lorella Paolini
di Luca Di Renzo
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CHIETI. Lorena Paolini fu trovata morta nella sua abitazione a Ortona il 18 agosto 2024. La famiglia ha deciso di opporsi all'archiviazione del procedimento che vedeva indagato il marito della vittima, contestando le versioni discordanti fornite sul decesso

Le contraddizioni

Il dramma si consumò la mattina di domenica 18 agosto 2024 all'interno dell'abitazione di Ortona. Nelle prime ore successive al decesso, il marito Andrea Ceri lanciò l'allarme parlando inizialmente di un malore fatale che aveva stroncato la moglie. Tuttavia, nel corso dei mesi successivi, la versione dei fatti subì una radicale modifica, con il coniuge che sostenne la tesi del suicidio per impiccagione. A rendere il quadro investigativo particolarmente complesso è l'assenza di un elemento materiale chiave: la corda che sarebbe stata utilizzata per l'estremo gesto non è mai stata ritrovata. Lo stesso marito ha giustificato la sua scomparsa affermando di averla gettata via per evitare che le figlie potessero comprendere la drammatica dinamica dell'accaduto.

La decisione dei giudici

Nonostante i dubbi sollevati e le lacune investigative denunciate dai parenti, i giudici hanno stabilito che Andrea Ceri non avrebbe ucciso la moglie, decretando l'archiviazione del caso. Una decisione che ha scosso profondamente i familiari della donna, nata in Germania, cresciuta a Crecchio e residente nella cittadina adriatica. Attraverso i propri legali, la famiglia di Lorena Paolini ha annunciato una dura battaglia legale, presentando opposizione e chiedendo a gran voce la riapertura delle indagini per fare piena luce sulla morte della donna e accertare eventuali responsabilità rimaste impunite.