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Il caso

La "Famiglia del Bosco" a Montecitorio: Nathan e Catherine ricevuti dalla Commissione Infanzia

Il caso torna in Parlamento in attesa della sentenza della Corte d'appello dell'Aquila prevista per metà maggio

La "Famiglia del Bosco" a Montecitorio: Nathan e Catherine ricevuti dalla Commissione Infanzia
di Luca Di Renzo
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​CHIETI. La vicenda della "famiglia del bosco" è tornata a varcare le soglie di Montecitorio: Nathan e Catherine Traveillon, i genitori che per anni hanno scelto uno stile di vita alternativo tra i boschi della Valle Peligna, sono stati ricevuti a Roma da Michela Vittoria Brambilla, presidente della Commissione parlamentare per l’Infanzia e l’Adolescenza. L’incontro ha acceso nuovamente i riflettori sulla battaglia legale per l'affidamento dei loro figli, attualmente collocati in una struttura protetta a seguito di un provvedimento del Tribunale per i minorenni dell'Aquila. L'audizione avviene in un momento cruciale: entro il prossimo 15 maggio, infatti, la Corte d'appello dell'Aquila dovrà pronunciarsi sul ricorso presentato dai legali della coppia contro la decadenza della responsabilità genitoriale.

​Incontro istituzionale, motivazioni della visita

​La presenza di Nathan e Catherine a palazzo Montecitorio non è stata solo simbolica. Accompagnati dai loro avvocati, i genitori hanno esposto alla on. Brambilla la propria visione educativa, basata sul contatto diretto con la natura e sul rifiuto di alcuni schemi della società moderna, difendendo il diritto alla libertà della scelta educativa. La presidente della Commissione ha ascoltato la testimonianza della coppia, sottolineando l'importanza di bilanciare il superiore interesse dei minori con il diritto fondamentale dei bambini a crescere, laddove possibile, con i propri genitori biologici.

​Il nodo giuridico: il ricorso all'Aquila

​Il cuore della contesa resta il provvedimento del Tribunale per i minorenni, che aveva sollevato dubbi sulle condizioni igienico-sanitarie e sull'adeguata scolarizzazione dei bambini durante la loro permanenza nei boschi. La difesa punta invece a dimostrare che i piccoli godessero di ottima salute e che l'istruzione venisse garantita attraverso l'homeschooling (istruzione parentale). La Corte d'appello dell'Aquila è ora chiamata a valutare se esistano i presupposti per un graduale reinserimento dei figli nel nucleo familiare o se debbano essere confermate le misure restrittive finora adottate.

​In attesa del 15 maggio

​Con il countdown ormai avviato, la data del 15 maggio segna lo spartiacque definitivo per questa vicenda che ha diviso l'opinione pubblica tra sostenitori del modello di vita wild e difensori dei protocolli di tutela istituzionale. La decisione dei giudici abruzzesi stabilirà se lo stile di vita della "famiglia del bosco" sia compatibile con i parametri di benessere psicofisico previsti dall'ordinamento italiano o se la separazione dai genitori dovrà proseguire per garantire ai minori un percorso di crescita più convenzionale.