Lutto
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di Luca Di Renzo

CHIETI. Lunedì 4 maggio, durante il culmine delle celebrazioni per il Perdono, la città di Ortona è stata travolta da un critico black out idrico causato dalla rottura improvvisa di una condotta adduttrice, lasciando migliaia di utenze e attività commerciali senza acqua.
Per fare luce sulla gestione dell'emergenza e sulle prospettive future, sono intervenuti Nicola Scaricaciottoli, presidente della Sasi, e Angelo Di Nardo, sindaco di Ortona, fornendo chiarimenti tecnici e istituzionali su un episodio che ha messo in ginocchio il settore della ristorazione e dell'accoglienza locale.
Il presidente della Sasi, Nicola Scaricaciottoli, ha spiegato la natura tecnica del problema: «Si è trattato di un guasto imprevedibile su una delle arterie principali della rete. I nostri tecnici hanno lavorato senza sosta, anche durante la notte, per riparare il danno nel minor tempo possibile. Siamo consapevoli del fortissimo disagio, aggravato dalla concomitanza con la festa patronale, ma la vetustà di alcuni tratti della rete idrica richiede interventi strutturali su cui stiamo già investendo risorse importanti per ridurre la frequenza di queste rotture».
Dall'altra parte, il sindaco Angelo Di Nardo ha espresso la vicinanza dell'amministrazione ai cittadini e ai commercianti colpiti: «È inaccettabile che una città come Ortona, nel momento di massima visibilità e affluenza turistica, debba trovarsi in una situazione simile. Ho chiesto un incontro urgente con i vertici della Sasi per avere garanzie su un piano di manutenzione straordinaria. La nostra priorità è tutelare l'economia locale e il diritto dei cittadini a un servizio essenziale, evitando che simili figuracce si ripetano in futuro.»
Mentre la pressione nelle condotte torna gradualmente alla normalità, le polemiche non accennano a placarsi. Le associazioni di categoria hanno ribadito la necessità di un coordinamento più efficace tra ente gestore e Comune, specialmente durante i grandi eventi, suggerendo l'attivazione di protocolli di emergenza più rapidi per rifornire i bar e i ristoranti tramite autobotti in caso di crisi improvvise.
La chiusura dell'emergenza segna l'inizio di una fase di confronto legale e politico, con molte attività pronte a quantificare le perdite subite. Resta il rammarico per una festa del Perdono macchiata da un'efficienza infrastrutturale che, ancora una volta, si è dimostrata il tallone d'Achille della costa abruzzese.