Lutto
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di Luca Di Renzo

CHIETI. A Francavilla al Mare, la comunità albanese ha inaugurato la quinta scuola di lingua e cultura del territorio abruzzese, un progetto coordinato da Silvana Dogani per offrire corsi pomeridiani ai figli dei residenti. L'iniziativa, promossa alla presenza dell'ambasciatrice Anila Bitri, mira a sostenere circa 11.000 cittadini albanesi residenti in Abruzzo nel delicato compito di preservare l'identità d'origine pur essendo pienamente integrati nel tessuto sociale italiano. L'evento sottolinea l'importanza di trasformare la crescita tra due culture in un'opportunità di sviluppo per le nuove generazioni, consolidando i rapporti diplomatici tra Albania e Italia.
L'Abruzzo ospita una realtà migratoria solida e radicata. Con oltre l'12% della popolazione straniera regionale, gli albanesi rappresentano la seconda comunità più numerosa dopo quella rumena, su un totale di circa 85.000 cittadini stranieri. Una quota significativa di questa popolazione è composta da nuclei familiari con figli in età scolare, giovani che quotidianamente affrontano la sfida di bilanciare l'italiano — lingua della formazione e del futuro professionale — con l'albanese, custode degli affetti e delle memorie domestiche.
Il nuovo spazio educativo di Francavilla al Mare si inserisce in una rete regionale che vede il bilinguismo non come un ostacolo, ma come una risorsa concreta. Durante l'inaugurazione, è stato ribadito come l'impegno congiunto di famiglie, insegnanti e associazioni sia fondamentale per permettere ai ragazzi di abitare con consapevolezza entrambi i mondi culturali.
"Questi corsi non sono solo lezioni di grammatica", spiegano gli organizzatori, "ma spazi dove la differenza si trasforma in valore". La presenza di Anila Bitri, ambasciatrice del governo albanese, ha conferito all'evento un alto rilievo istituzionale, confermando la volontà di Tirana di supportare i propri connazionali all'estero attraverso percorsi che promuovano un'integrazione che non sia assimilazione, ma arricchimento reciproco.
La sfida educativa in Abruzzo prosegue dunque con un nuovo tassello, puntando su una generazione capace di fare da ponte tra le due sponde dell'Adriatico, unendo tradizioni diverse in un'unica identità plurale e dinamica.