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In aula

Baby Squillo, il processo a Chieti: in aula le testimonianze della madre e degli investigatori

Nel procedimento per prostituzione minorile ricostruita la scoperta degli abiti sospetti nell’armadio della sedicenne

Il Palazzo di giustizia di Chieti
Il Palazzo di giustizia di Chieti
di Redazione Chieti
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CHIETI. Nella giornata di oggi, 5 maggio, al Tribunale di Chieti, si è tenuta un'udienza del processo per prostituzione e pornografia minorile che vede coinvolta una ragazza di 16 anni, al fine di accertare le responsabilità penali dopo la denuncia della madre. L'escussione dei testimoni dell'accusa è avvenuta durante la sessione odierna, portando alla luce i dettagli dell'attività illecita scoperta nel capoluogo teatino.

In aula sono stati ascoltati un poliziotto della Squadra Mobile e la madre della vittima. Quest'ultima ha descritto il momento della scoperta, avvenuta dopo aver rinvenuto nell'armadio della figlia scarpe con tacchi a spillo, un bustino in pizzo e calze a rete. Proprio questi indumenti hanno spinto la donna a rivolgersi alla Polizia, dando il via alle indagini.

Il quadro giudiziario vede già alcune posizioni definite: due dei tre imputati hanno infatti già patteggiato pene di 2 anni. Attualmente resta a processo un'unica donna, accusata di sfruttamento della prostituzione. La sua difesa punterà sulle testimonianze di un consulente tecnico e di un'insegnante per chiarire il contesto dei fatti.

Il collegio giudicante ha aggiornato il calendario processuale, fissando la prossima udienza per il 9 giugno, data in cui verranno esaminati i testi della difesa.