L'edizione 7
Premio Rodomonti 2026, omaggio al Teramo dei record e a Gianni Gebbia
di Redazione Teramo

TERAMO. A Teramo le barriere architettoniche non sono solo una questione di buche o gradini. A rendere difficile – e pericolosa – la quotidianità di molti cittadini contribuisce anche l’inciviltà diffusa: auto parcheggiate sugli scivoli, marciapiedi impraticabili e fermate del trasporto pubblico di fatto inutilizzabili.
La segnalazione arriva da un lettore che denuncia la situazione in piazza Garibaldi: «Le persone sono costrette ad aspettare i pullman in mezzo alla strada perché la fermata è occupata dalle macchine». Un problema che abbiamo verificato sul posto.
La scena è sempre la stessa: automobilisti che si fermano per pochi minuti – per un cornetto, un panino o per attendere qualcuno – finiscono per occupare spazi destinati al trasporto pubblico. Il risultato è che chi deve prendere il bus si trova senza alternative, costretto a scendere sulla carreggiata, tra le auto in transito, con il concreto rischio di essere investito.
Una situazione che penalizza tutti, ma in particolare anziani, persone con disabilità e famiglie con bambini, per i quali muoversi diventa ancora più complicato. Il problema, però, non è solo strutturale: è anche culturale. Tra soste selvagge e controlli spesso assenti, il diritto alla mobilità sicura passa in secondo piano. La domanda resta aperta: chi deve intervenire per garantire sicurezza e rispetto delle regole? E soprattutto, quando?