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Famiglia nel bosco, Marsilio: i bimbini stanno bene e sono sereni

Il governatore ha incontrato la Garante regionale per l'infanzia

Bambini nel bosco (foto d'archivio)
Bambini nel bosco (foto d'archivio)
di Redazione Chieti
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CHIETI. «I piccoli stanno bene, sono sereni in buone condizioni di salute e, nonostante si trovino in una situazione per loro completamente nuova, affrontano questo passaggio con equilibrio». È quanto riferito dalla Garante regionale per l'infanzia, Alessandra De Febis, al presidente della regione Abruzzo, Marco Marsilio, durante un incontro per fare il punto sul caso della 'famiglia del bosco' di Palmoli.

La garante ha avuto modo di incontrare più volte i minori nella casa famiglia e ha riferito che «sono stati trovati insieme alla madre in un clima di tranquillità, senza segnali di criticità emotive o relazionali». A rafforzare la tesi arrivano anche le dichiarazioni del Presidente Marco Marsilio che dice: «Continuo a coltivare la speranza che i bambini possano presto tornare a casa nel rispetto delle valutazioni delle autorità competenti e del superiore interesse dei minori. Mi auguro che tutte le parti coinvolte possano dialogare costruttivamente, nella ricerca di una soluzione che possa garantire il rispetto di una scelta di vita così affascinante e particolare, garantendo allo stesso tempo una crescita sana ed equilibrata dei bambini.

Sapere che, in questa fase delicata, sono seguiti con attenzione e in un contesto che garantisce protezione, rappresenta per tutti noi un elemento di conforto e una responsabilità che continuiamo a seguire con la massima serietà». Sulla vicenda ha detto la sua anche il deputato Luciano D’Alfonso (PD) che sottolinea: «È evidente che oggi si pone la questione di fondo del dovere di andare con tempestività a verificare quali siano stati i limiti dell'azione messa in atto in quell'angolo d'Abruzzo, dove sembra essere saltata ogni gradazione tra l'osservazione e la sanzione, in un luogo dove una famiglia anglo-australiana aveva scelto di vivere come in un piccolo Paradiso, una novella 'Casa della Prateria'. Da padre ritengo che la prima opportunità da restituire subito, ristabilendo la corretta scala delle priorità, sia il diritto all'unità della famiglia, alla ricomposizione del nucleo, permettendo alla madre di vivere i propri bambini seppur,  per ora, all'interno della casa famiglia. Non siamo dinanzi a una vicenda di maltrattamento, non c'è rischio di 'inquinamento delle prove', dunque mi pare inverosimile che quella famiglia debba vivere  distanziata: una misura massima che ignora ogni gradualità, applicata anche e soprattutto nelle ore notturne che sono quelle di maggiore angoscia per un bambino, quando solo l'abbraccio della mamma può salvare dall'orco cattivo. Spero che quella famiglia» conclude D’Alfonso «riacquisti al più presto la propria dimensione di condivisione del tempo e dello spazio di vita, favorendo la costruzione di una comunità capace di tendere la mano e aiutare, supportare, costruire rapporti pur nella reciproca diversità. L'Abruzzo dovrà saper dare il segnale della propria presenza, consentendo a quella famiglia di restare in una Palmoli che dovrà riappropriarsi della propria natura riservata e boschiva, e di non preferire il ritorno oltreoceano, che sarebbe una sconfitta per tutti».