Il caso
Morta nelle campagne di Francavilla dopo la scomparsa da un autogrill: il compagno di Maria Ionescu sentito per 5 ore - I punti da chiarire
di Tito Di Persio, Giancarlo Falconi

CHIETI.Il deposito di un articolato ricorso che si compone di 37 pagine, firmato dagli avvocati Marco Femminella e Danila Solinas, s’incastra con la fase cruciale del caso della “famiglia nel bosco.”
I legali contestano duramente l'unilateralità dell'ordinanza emessa dal Tribunale per i minorenni dell'Aquila, che ha sancito il distacco di Catherine Birmingham dai suoi tre bambini.
Secondo la tesi difensiva, la figura della madre sarebbe stata distorta dalle relazioni dei servizi sociali e della casa famiglia sbilanciate, che avrebbero dipinto la donna con una lente densa di pregiudizi.
I legali parlano apertamente di un'esaltazione di stereotipi, arrivando a paragonare il trattamento subito da Catherine Birmingham a quello riservato alle figure femminili nel Malleus Maleficarum, il celebre trattato sulla stregoneria del XV secolo.
Oltre a denunciare una gogna mediatica definita inaccettabile, il ricorso sottolinea come le motivazioni alla base del provvedimento di allontanamento minori siano ormai prive di fondamento.
Marco Femminella e Danila Solinas evidenziano come le criticità relative all'abitazione, alla scolarizzazione e ai cicli vaccinali siano state pienamente superate, garantendo ai piccoli una stabilità sociale e sanitaria precedentemente messa in discussione.
La difesa punta ora a scardinare le relazioni redatte successivamente all'allontanamento, chiedendo un riesame complessivo che restituisca centralità al legame tra la madre e i suoi figli, liberi da interpretazioni soggettive o visioni distorte della realtà familiare.