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Il caso

Famiglia del bosco: i legali contestano l'unilateralità dell'ordinanza

Presentata l'opposizione contro l'allontanamento di Catherine Birmingham: i difensori denunciano una moderna caccia alle streghe

Famiglia del bosco: i legali contestano l'unilateralità dell'ordinanza
di Luca Di Renzo
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CHIETI.Il deposito di un articolato ricorso che si compone di 37 pagine, firmato dagli avvocati Marco Femminella e Danila Solinas, s’incastra con la fase cruciale del caso della “famiglia nel bosco.”

I legali contestano duramente l'unilateralità dell'ordinanza emessa dal Tribunale per i minorenni dell'Aquila, che ha sancito il distacco di Catherine Birmingham dai suoi tre bambini.

​Secondo la tesi difensiva, la figura della madre sarebbe stata distorta dalle relazioni dei servizi sociali e della casa famiglia sbilanciate, che avrebbero dipinto la donna con una lente densa di pregiudizi.

I legali parlano apertamente di un'esaltazione di stereotipi, arrivando a paragonare il trattamento subito da Catherine Birmingham a quello riservato alle figure femminili nel Malleus Maleficarum, il celebre trattato sulla stregoneria del XV secolo.

​Oltre a denunciare una gogna mediatica definita inaccettabile, il ricorso sottolinea come le motivazioni alla base del provvedimento di allontanamento minori siano ormai prive di fondamento.

Marco Femminella e Danila Solinas evidenziano come le criticità relative all'abitazione, alla scolarizzazione e ai cicli vaccinali siano state pienamente superate, garantendo ai piccoli una stabilità sociale e sanitaria precedentemente messa in discussione.

​La difesa punta ora a scardinare le relazioni redatte successivamente all'allontanamento, chiedendo un riesame complessivo che restituisca centralità al legame tra la madre e i suoi figli, liberi da interpretazioni soggettive o visioni distorte della realtà familiare.