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Il processo

Dramma in aula a Perugia: malore per il fratello di Andrea Prospero durante l'udienza

Tensione e dolore durante il processo per la morte dello studente di Lanciano: la Corte respinge le eccezioni della difesa

Dramma in aula a Perugia: malore per il fratello di Andrea Prospero durante l'udienza
di Redazione Chieti
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CHIETI. Si è tenuta oggi 30 aprile a Perugia una nuova udienza del processo per la morte di Andrea Prospero, lo studente diciannovenne di Lanciano trovato senza vita nel gennaio dello scorso anno, che ha visto il fratello della vittima colto da un improvviso malore in aula mentre venivano ricostruiti i dettagli della tragedia. Il dibattimento mira a fare luce sulle responsabilità di un giovane romano, accusato di istigazione al suicidio per aver fornito indicazioni e supporto psicologico al diciannovenne attraverso una serie di chat sulla piattaforma Telegram.

Momenti di tensione in Corte d’Assise

L’udienza è stata segnata da un clima di profonda commozione che è sfociato nel malore del fratello di Andrea. Il giovane, presente per assistere al procedimento, è stato prontamente soccorso dopo aver ceduto alla pressione emotiva derivante dalla rievocazione degli ultimi istanti di vita del ragazzo. La famiglia Prospero, rappresentata dai propri legali, continua a chiedere giustizia per una morte che, secondo l'accusa, non sarebbe avvenuta senza l'intervento attivo e manipolatorio dell'imputato, il quale avrebbe guidato Andrea verso il gesto estremo all'interno di un B&B del capoluogo umbro.

Le decisioni dei giudici e le strategie difensive

Dal punto di vista prettamente procedurale, la giornata odierna ha segnato un punto fermo importante: la Corte d’Assise ha confermato la propria competenza territoriale, rigettando le istanze della difesa che miravano a spostare il processo lontano da Perugia. Resta inoltre sul tavolo il nodo legato al patteggiamento. Dopo il precedente rifiuto del GIP su una proposta di due anni e mezzo, la difesa ha avanzato una nuova ipotesi di accordo sulla pena intorno ai tre anni. La decisione dei giudici su questo punto sarà cruciale per determinare se si procederà con il rito ordinario o se il processo si chiuderà con una sentenza anticipata.

Il ruolo determinante delle chat digitali

Le indagini condotte dalla Polizia Postale hanno sviscerato il mondo sommerso dei gruppi social in cui Andrea era stato risucchiato. Le parole chiave estrapolate dai dispositivi elettronici hanno confermato l'esistenza di un legame tossico tra la vittima e l'imputato. Proprio queste evidenze digitali rappresentano lo scoglio principale per la difesa, poiché documentano come l'imputato abbia assistito, quasi in tempo reale, alla consumazione del dramma, incoraggiando lo studente a superare le proprie esitazioni finali. La prossima udienza sarà dedicata all'ascolto dei periti e all'analisi tecnica dei messaggi che hanno segnato il destino di Andrea.