Il caso
Morta nelle campagne di Francavilla dopo la scomparsa da un autogrill: il compagno di Maria Ionescu sentito per 5 ore - I punti da chiarire
di Tito Di Persio, Giancarlo Falconi

CHIETI. A Chieti, la segreteria regionale del Sindacato italiano appartenenti di Polizia ha espresso convinta vicinanza al questore Leonida Marseglia in seguito alla complessa inchiesta giudiziaria che ha prodotto la denuncia di cinque poliziotti per riaffermare i valori della legalità e della lealtà istituzionale.
La vicenda giudiziaria che sta scuotendo gli uffici di via don Bosco ha preso le mosse da un arresto eseguito lo scorso aprile per detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti. Nel corso di quell'intervento sarebbero emersi elementi anomali che hanno spinto la procura a coordinare un'approfondita attività investigativa.
I successivi accertamenti hanno portato all'emersione di ipotesi di reato, tra cui falso ideologico, omissione di atti d'ufficio, peculato e truffa ai danni dello Stato, coinvolgendo cinque operatori in servizio nell'ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico della questura di Chieti. Per ragioni di opportunità, il questore ha immediatamente disposto il loro trasferimento ad incarichi non operativi, nel pieno rispetto del principio di presunzione di innocenza.
La presa di posizione del Siap
Tramite le parole del segretario regionale Alberto Ravanetti, il sindacato ha voluto tracciare una linea di demarcazione netta rispetto a quanto emerso dall'indagine. Pur ribadendo la fiducia nella magistratura, l'organizzazione sindacale ha definito il quadro accusatorio, se confermato, estremamente grave e incompatibile con lo spirito di servizio.
Particolare preoccupazione è stata espressa riguardo ai presunti tentativi di delegittimazione nei confronti del vertice della questura. «La polizia di Stato non può essere terreno per cricche, personalismi o interessi individuali – si legge nella nota – e chi indossa la divisa deve rispondere esclusivamente alla legge».
Infine, il Siap ha voluto rimarcare che l'azione di pochi non deve assolutamente macchiare l'operato quotidiano della stragrande maggioranza degli operatori impegnati con sacrificio per la sicurezza dei cittadini.