Politica
Sicurezza scuole Chieti: scontro totale sulla gestione degli edifici
di Luca Di Renzo

CHIETI. Il giudice monocratico del Tribunale di Chieti, Morena Susi, ha pronunciato una sentenza di condanna a due anni e quattro mesi di reclusione per Gabriele Di Giammarco. L'ex primario del reparto di Cardiochirurgia era accusato di maltrattamenti nei confronti di una decina di colleghi e collaboratori.
La decisione del Tribunale
La sentenza giunge dopo una lunga camera di consiglio seguita alle repliche in aula. Il pubblico ministero, Giancarlo Ciani, aveva inizialmente richiesto «una pena più severa, pari a tre anni e sei mesi di reclusione.»
Per il professionista è giunta l'assoluzione per tre posizioni poiché il fatto non costituisce reato, mentre per altri tre profili è stato dichiarato il non doversi procedere a causa della prescrizione.
Anni di condotte prevaricatrici
Secondo l'impianto accusatorio, «le vessazioni e i comportamenti arbitrari all'interno del policlinico di Chieti si sarebbero protratti per oltre un decennio. Tali prevaricazioni avrebbero spinto otto medici chirurghi ad abbandonare definitivamente la struttura o a sospendere l'attività nel reparto di cardiochirurgia.»
Nonostante la costituzione di parte civile di uno dei medici, per tale specifica posizione l'imputato è stato assolto.
Impatto sulla sanità locale
La vicenda ha segnato profondamente la gestione della cardiochirurgia abruzzese. La difesa ha sostenuto «la correttezza dell'operato del medico», ma i giudici hanno riconosciuto «la sussistenza di condotte lesive della dignità professionale dei sottoposti».
La sentenza di primo grado rappresenta un passaggio chiave in una vicenda giudiziaria complessa che ha analizzato anni di dinamiche lavorative conflittuali all'interno dell'azienda sanitaria.