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Il caso

Chieti, tentato omicidio dell’istruttore di scherma: la difesa chiede la revoca del carcere

Il legale sottolinea la fragilità psichica del ventisettenne, già in passato seguito da specialisti per percorsi terapeutici

La polizia (foto d'archivio)
La polizia (foto d'archivio)
di Luca Di Renzo
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CHIETI. ​L’avvocato Italo Colonieri formalizzerà nelle prossime ore l’istanza al Tribunale della Libertà contro l’ordinanza di custodia cautelare che vede Francesco Maddalena ristretto nel carcere di Madonna del Freddo. Il giovane è indagato per il tentato omicidio di un istruttore di scherma teatino avvenuto in un alloggio di via Carlo Forlanini.

​Le indagini, coordinate dal sostituto procuratore Lucia Anna Campo e condotte dalla Squadra Mobile e dalla Squadra Volante, hanno delineato i contorni di un’amicizia nata in ambito sportivo e durata anni. Tuttavia, la ricostruzione della difesa introduce elementi determinanti: durante una seduta di meditazione con riti sciamanici, la vittima avrebbe indotto Maddalena all’assunzione di funghi allucinogeni e stupefacenti.

​Il legale sottolinea la fragilità psichica del ventisettenne, già in passato seguito da specialisti per percorsi terapeutici.

Davanti al magistrato, l’indagato ha dichiarato un totale blackout mnemonico, riacquistando lucidità solo nel momento in cui tentava di soccorrere l’amico ferito.

I sanitari e la Polizia di Stato, intervenuti tempestivamente, hanno trovato i due ancora insieme nel bed and breakfast. Mentre la vittima resta ricoverata all’ospedale di Chieti in condizioni stabili, la strategia difensiva punta a dimostrare l'assenza di dolo specifico dovuta all'alterazione psicofisica.