Il caso
Morta nelle campagne di Francavilla dopo la scomparsa da un autogrill: il compagno di Maria Ionescu sentito per 5 ore - I punti da chiarire
di Tito Di Persio, Giancarlo Falconi

CHIETI. Il clima politico a Chieti si scalda drasticamente sul tema della sicurezza territoriale. Al centro della contesa c'è la reale entità del dissesto idrogeologico che interessa il capoluogo teatino. Ad accendere la miccia è stato Mauro Febbo, consigliere regionale di Forza Italia, che ha respinto con forza la narrazione di una città sull'orlo del collasso. Secondo l'esponente azzurro, le descrizioni fornite dall'amministrazione comunale sarebbero "falsità" catastrofiche, utili solo a creare un clima di incertezza ingiustificato e a colpire negativamente il tessuto economico locale.
Così Febbo
L'esponente forzista ha puntato il dito contro la gestione dei fondi e la capacità di spesa della giunta, sostenendo che dopo cinque anni di presunta inerzia non sia più accettabile giustificare ogni criticità con eventi naturali. Per il consigliere regionale, “la distinzione tra le aree effettivamente vulnerabili e il resto del territorio è netta: parlare di una Chieti che affonda rappresenterebbe un errore strategico che danneggia l'immagine della città senza una reale base tecnica per la totalità dell'abitato.”
Così Ferrara
La replica del sindaco Diego Ferrara non si è fatta attendere. Il primo cittadino ha ironizzato sulla "nuova competenza geologica" di Febbo, definendo le sue teorie “totalmente infondate e dettate da urgenze della campagna elettorale.”
Ferrara ha tenuto a precisare che “la vulnerabilità di alcune zone non è un’invenzione retorica, ma una realtà certificata dalla comunità scientifica e monitorata costantemente.”
Le scuse
Il sindaco ha poi esteso polemicamente le sue scuse alla Protezione Civile nazionale e regionale, alla facoltà di geoologia dell’Università “G. d’Annunzio” e al ministero guidato da Nello Musumeci, sottolineando come :il lavoro svolto a Chieti sia diventato un modello nazionale, citato persino in contesti governativi come esempio di applicazione dei nuovi decreti sulle calamità naturali.”
Secondo Ferrara, la priorità resta la sicurezza dei cittadini, specialmente per le circa 200 persone che hanno perso la propria abitazione a causa dei movimenti franosi. La battaglia politica si sposta dunque sul piano della responsabilità amministrativa: da un lato l'accusa di allarmismo ingiustificato, dall'altro la difesa di un percorso tecnico-istituzionale volto a risolvere criticità strutturali che, secondo il sindaco, non sono state affrontate per decenni dalle precedenti stagioni politiche.