Il caso
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di Tito Di Persio, Giancarlo Falconi

CHIETI. Nuovi timori per la sicurezza dei residenti vicino l'ex convitto Paolucci di via Picena a Chieti.. Nelle ultime ore, diverse segnalazioni hanno evidenziato la presenza di movimenti sospetti all'interno della struttura, un tempo polo d'eccellenza per la riabilitazione psichiatrica del gruppo Villa Pini e oggi in attesa di una nuova destinazione d'uso. Nonostante l'aggiudicazione dello stabile in una recente asta fallimentare, il degrado e l'abbandono continuano a favorire intrusioni notturne di vandali e senzatetto, alimentando la preoccupazione di chi vive nel quartiere della Pietra Grossa.
La denuncia dei cittadini
I residenti della zona hanno riferito di aver udito rumori e visto luci muoversi all'interno dei locali durante la notte. Le presenze moleste sembrano sfruttare varchi non ancora messi in sicurezza nelle recinzioni o negli ingressi dello stabile. La situazione sta diventando insostenibile, riferisce un abitante di via Picena, temiamo che l'edificio possa trasformarsi in un covo per attività illecite o che possano verificarsi incidenti data la fatiscenza degli interni.
Il futuro della struttura
L'ex Paolucci, chiuso definitivamente nel 2009 a seguito di un'ordinanza sindacale e successivamente finito nel calderone del fallimento Angelini, è stato recentemente venduto per una cifra vicina ai 430mila euro. L'acquirente, una società immobiliare, avrebbe intenzione di riconvertire lo stabile in una residenza assistenziale o in uno studentato, ma i lavori di riqualificazione non sono ancora iniziati, lasciando il complesso in uno stato di degrado avanzato.
Richiesta di vigilanza
Le segnalazioni sono state portate all'attenzione delle autorità locali, con la richiesta di un monitoraggio più stretto dell'area. I cittadini chiedono che la nuova proprietà provveda immediatamente a una chiusura ermetica di tutti gli accessi per evitare che il convitto diventi terra di nessuno. Nel frattempo, le forze dell'ordine sono state allertate per incrementare i passaggi delle pattuglie lungo il perimetro dell'immobile, simbolo di una ferita urbana che la città di Chieti attende di rimarginare da oltre quindici anni.