Il caso
Morta nelle campagne di Francavilla dopo la scomparsa da un autogrill: il compagno di Maria Ionescu sentito per 5 ore - I punti da chiarire
di Tito Di Persio, Giancarlo Falconi

CHIETI. Il sistema produttivo abruzzese sta attraversando una fase di profonda criticità, segnata da un ricorso massiccio agli ammortizzatori sociali.
Secondo i dati elaborati dalla Uil regionale, si registra un incremento del 30% nell'utilizzo della cassa integrazione rispetto all'annualità precedente, un valore che triplica la media nazionale.
Il volume complessivo ha sfiorato i 18 milioni di ore, collocando il territorio tra le cinque aree con le performance peggiori del Paese.
Quella che appariva come una flessione temporanea è ormai configurata come una crisi strutturale.
Il confronto con i livelli pre-pandemia evidenzia un divario allarmante: le ore autorizzate sono quadruplicate rispetto al periodo precedente l'emergenza sanitaria. Il deterioramento del quadro economico coincide direttamente con le difficoltà del comparto Automotive, cuore pulsante dell’economia locale.
La geografia della sofferenza occupazionale vede la provincia di Chieti come l'area più colpita, con 11 milioni di ore erogate, seguita dal teramano.
Le difficoltà maggiori si concentrano nei poli produttivi della Val di Sangro e della Valle del Vibrata, dove l'indotto legato alla mobilità soffre un rallentamento senza precedenti.
Il sindacato e le parti sociali sollecitano ora la Regione Abruzzo per l'attivazione di percorsi di sostegno urgenti.
L'obiettivo è arrestare un declino industriale che appare inesorabile, definendo strategie di salvaguardia per i lavoratori e piani di rilancio per le imprese del territorio, necessarie per evitare la desertificazione produttiva di interi distretti.