Il caso
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di Tito Di Persio, Giancarlo Falconi

CHIETI. Nel corso dell'ultima seduta del Consiglio comunale tenutasi a Chieti, il consigliere Cristiano Sicari, ha sollevato un duro caso politico durante la discussione sugli indirizzi per la nomina dei rappresentanti del Comune in merito alla trasparenza delle procedure, focalizzando l'attenzione sulla presunta comunicazione informale della Regione Abruzzo relativa alla designazione nel Consiglio di amministrazione della Deputazione Teatro Marrucino.
L'emendamento di Forza Italia e la risposta del Sindaco in Aula
Durante i lavori d'Aula è stato affrontato il tema dell'emendamento presentato daForza Italia, volto a introdurre un principio di maggiore trasparenza nelle procedure di individuazione dei nominativi presso enti, aziende e istituzioni. La proposta prevedeva che, in via preferenziale, le scelte non riguardassero soggetti coinvolti come candidati nella precedente tornata elettorale e che, in caso contrario, la decisione fosse accompagnata da un'adeguata motivazione. Nel sostenere l'inammissibilità dell'emendamento, il sindaco ha fatto riferimento alla nomina del componente del CdA della Deputazione Teatro Marrucino di competenza regionale, affermando che la Regione Abruzzo avrebbe già comunicato l'indicazione di Maura Micomonaco.
Il nodo della verifica amministrativa e le dichiarazioni di Cristiano Sicari
Ad oggi, tuttavia, tale circostanza non risulta supportata da un provvedimento ufficiale del Consiglio regionale né risulta agli atti del Comune di Chieti una comunicazione formale, nonostante in Aula sia stato fatto riferimento a una trasmissione via PEC.
“È doveroso precisare – dichiara Cristiano Sicari – che il nome di Maura Micomonaco rappresenta un profilo di assoluto valore, contraddistinto da riconosciuta serietà, competenza, equilibrio e autorevolezza istituzionale. Qualora questa fosse la scelta definitiva della Regione Abruzzo, non potrebbe che trovare il mio pieno apprezzamento”.
“Il tema posto – prosegue Sicari – non riguarda quindi la qualità della persona indicata, ma il metodo seguito. Quando in un'aula istituzionale vengono richiamati atti amministrativi a sostegno di una posizione politica, tali atti devono essere esistenti e verificabili. Diversamente – conclude Sicari – la comunicazione resa in Consiglio comunale tradirebbe l'esistenza di un accordo la cui genesi apparirebbe estranea ai normali canali istituzionali e la cui limpidezza risulterebbe, quantomeno, oscura. Una situazione che rischierebbe di generare un malcostume gestionale destinato, paradossalmente, a coinvolgere proprio la persona che meno meriterebbe di essere associata a questa vicenda: Maura Micomonaco”.