Il caso
Morta nelle campagne di Francavilla dopo la scomparsa da un autogrill: il compagno di Maria Ionescu sentito per 5 ore - I punti da chiarire
di Tito Di Persio, Giancarlo Falconi

CHIETI. Magistratura costretta alle barricate, il «caso» di Palmoli è sempre più vicenda ad alta tensione. Agli insulti e alle minacce rivolte sui social alla presidente del tribunale per i minorenni dell’Aquila, Cecilia Angrisano, firmataria del provvedimento con cui sono stati allontanati da casa i tre bambini, anche la politica ha incendiato la questione con dichiarazioni pubbliche (Salvini il primo) che hanno delegittimato l’operato dei giudici.
Espressioni come «sequestro di minori» e l’annuncio di «iniziative ispettive e interlocuzioni dirette con i giudici investiti del procedimento hanno spinto il Csm a sollecitare l’apertura di una pratica di tutela. Sulla questione si è espresso Fabio Roia, presidente del Tribunale di Milano, intervenuto, a margine della XXVII Edizione di Italia Direzione Nord. «È un tema tipicamente giurisdizionale dove la politica è entrata a gamba tesa in maniera scomposta e scorretta, perché ci sono i mezzi di gravame. Tra l'altro siamo in presenza di una situazione delicata, è un Tribunale per i minorenni, c'è una Corte d'Appello che eventualmente potrà decidere», ma «questi interventi da parte di esponenti della maggioranza sono assolutamente scomposti».
Roia ha ricordato che i tribunali per i minorenni hanno un dovere costituzionalmente garantito: assicurare che i minori crescano in condizioni di integrità: «Non conta che la famiglia decida di vivere in un certo modo. Lo Stato deve intervenire laddove ci sono situazioni di disagio».
Alla domanda se ci sia stata un'intromissione da parte della politica, Roia ha risposto: «Sì, è un altro modo per criticare fuori luogo l'operato della magistratura, in questo caso su un tema delicatissimo.»