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Il caso

Carcere di Vasto, muore un detenuto: scoppia la rivolta. Agente finisce in ospedale

La situazione è stata confermata da alcune sigle sindacali del comparto. Un altro decesso sarebbe avvenuto pochi giorni fa

Una veduta del carcere di Vasto
Una veduta del carcere di Vasto
di Paolo Renzetti
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VASTO. Mattinata di grande tensione, venerdì 9 gennaio, all’interno del carcere di Torre Sinello a Vasto, dove è in corso una rivolta. L’episodio sarebbe iniziato intorno alla metà della mattinata.

All’esterno dell’istituto penitenziario sono intervenute alcune ambulanze del 118 e, secondo le prime informazioni, un agente della polizia penitenziaria è stato trasportato in ospedale. La situazione è stata confermata da alcune sigle sindacali del comparto.

Gennarino De Fazio, segretario generale della Uilpa Polizia Penitenziaria spiega: «Nella notte un internato è morto nella sua branda della casa di lavoro di Vasto per apparenti cause naturali. Tuttavia, si tratta del secondo decesso, in meno di una settimana, il precedente sabato scorso, quando un ristretto è morto anch’egli, sembrerebbe, per cause naturali. Questo però avrebbe innescato le violenti proteste di un gruppo di internati, pare su due piani della struttura, con notevoli difficoltà per la Polizia penitenziaria, fra cui si registrerebbero dei contusi, per mantenere l’ordine e la sicurezza. Agenti liberi dal servizio sono stati richiamati e altri rinforzi stanno accorrendo da altre sedi penitenziarie, mentre l’istituto è presidiato all’esterno anche dalle altre forze dell’ordine. Non c’è pace, non c’è sicurezza, ma non v’è neppure dignità detentiva per i reclusi e lavorativa per gli operatori nelle carceri, in emergenza sempre più profonda ed evidente».

De Fazio prosegue: «Sebbene a Vasto non si registri sulla carta sovraffollamento, la penuria negli organici della Polizia penitenziaria è a dir poco vertiginosa se si considera che manca al fabbisogno almeno il 53% degli agenti (67 assegnati quando ne necessiterebbero 143). A livello nazionale, invece, la penuria di agenti operativi nelle carceri ammonta ad almeno 20mila unità, a fronte di un sovraffollamento detentivo di oltre il 138% (quasi 64mila reclusi stipati in poco più di 46mila posti disponibili)», conclude il segretario della Uilpa.

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