Serie D
ll Chieti sbanca Senigallia e si riprende la posizione migliore nella griglia playout
di Stefano Recanati

CHIETI. Un dirigente medico veterinario della Asl Lanciano Vasto Chieti è attualmente imputato all Tribunale di Lanciano con l'accusa di maltrattamento di animali per omissione di soccorso. I fatti, risalenti al pomeriggio del 15 giugno 2023 in località Villa Elce, riguardano un cane rinvenuto dai cittadini con l'addome squarciato e le viscere esposte. Nonostante le chiamate d'emergenza inoltrate tramite polizia Locale e Comune, il professionista di turno avrebbe rifiutato l'intervento immediato, lasciando l'animale in una straziante agonia per circa due ore prima del soccorso effettivo.
Durante l'udienza preliminare, l'imputato ha presentato istanza di messa alla prova, una misura che prevede lo svolgimento di lavori di pubblica utilità per estinguere il reato senza arrivare a una sentenza di condanna. La decisione in merito è ora affidata al giudice.
La Lega italiana dei Diritti dell'animale della sezione di Ortona, rappresentata dall'avvocato Peppino Polidori, si è costituita parte civile. Secondo l'associazione, il comportamento del medico ha rappresentato una violazione dei doveri istituzionali, minando la credibilità del servizio sanitario pubblico.
La ricostruzione della vicenda è drammatica: i cittadini presenti sul posto ricevettero, come presunta risposta alle richieste di aiuto, l'invito a procedere autonomamente con una colletta per le cure, poiché l'animale era considerato un "cane di quartiere". Solo grazie alla fermezza dei testimoni, che hanno allertato i carabinieri Forestali di Lanciano guidati dal maresciallo capo Massimiliano Borrelli, il cane è stato infine trasferito al canile sanitario e successivamente all'ospedale veterinario universitario di Teramo. Nonostante l'operazione chirurgica d'urgenza, l'animale è deceduto il giorno seguente.
Le indagini condotte dai militari hanno confermato che il ritardo di due ore ha inflitto all'animale sofferenze atroci e inutili. La Lida Ortona ha ribadito con forza che il soccorso veterinario non è una scelta discrezionale ma un obbligo giuridico, chiedendo che la gravità della condotta non venga oscurata da misure alternative al processo. L'associazione continua a chiedere pene adeguate e una riforma normativa che tuteli maggiormente gli animali da simili negligenze.