L'operazione
Inseguimento da film a Casalbordino: auto in fuga tra i campi, caccia all'uomo con l'elicottero
di Luca Di Renzo

CHIETI. I genitori di Andrea Prospero, il giovane di diciannove anni originario di Lanciano trovato senza vita il 29 gennaio 2025 in un bed and breakfast di Perugia, sono pronti a tornare nel capoluogo umbro per una nuova fase del processo. La vicenda, che ha scosso profondamente la comunità abruzzese, vede come unico imputato Emiliano Volpe, accusato di istigazione al suicidio. Secondo l'accusa, l'uomo avrebbe convinto il ragazzo, attraverso una chat Telegram, a compiere l'estremo gesto, fornendogli indicazioni sui farmaci da utilizzare poco dopo il suo arrivo in città.
L'emozione nell'ultima udienza di mercoledì scorso è stata travolgente per i familiari. La ricostruzione minuziosa della scomparsa e del tragico ritrovamento ha segnato profondamente il padre di Andrea e, in particolare, la sorella gemella della vittima, la quale è stata a lungo interrogata in aula per ricostruire il legame e gli ultimi contatti con il fratello. È stato un momento di estrema sofferenza, acuito dalla presenza fisica dell'imputato.
Emiliano Volpe si è presentato in aula senza mostrare, secondo quanto riferito dai familiari, alcun segno di pentimento o partecipazione emotiva. I genitori hanno descritto l'incontro come un "impatto duro": l'uomo è transitato a pochissima distanza da loro mantenendo un atteggiamento di totale indifferenza, quasi fossero "invisibili". Questo distacco ha aggiunto ulteriore dolore a una ferita ancora aperta, mentre la difesa cerca di fare luce sulla natura dei messaggi scambiati online.
La Corte d'assise di Perugia ha optato per un calendario serrato delle udienze. L'obiettivo dei giudici è chiudere questa prima fase processuale nel minor tempo possibile, cercando di dissipare i numerosi lati oscuri che ancora avvolgono la morte dello studente. Dopo le deposizioni dei parenti e dei poliziotti che hanno condotto le indagini preliminari, il dibattimento proseguirà per analizzare il materiale informatico e le testimonianze tecniche legate alla piattaforma Telegram, snodo cruciale di questa drammatica vicenda.