Il caso
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di Tito Di Persio, Giancarlo Falconi

CHIETI. La tifoseria organizzata del Chieti FC1922 ha ufficializzato la propria dura contestazione, in città, a seguito della recente retrocessione in Eccellenza sancita dal Collegio di garanzia del Coni.
Le responsabilità
La Curva Volpi ha diffuso un comunicato dai toni severi, puntando il dito direttamente contro l'attuale assetto dirigenziale. Nel mirino finiscono il presidente Di Labio, il vicepresidente Scurci e l'ex patron Altair D'Arcangelo. Secondo gli ultras, questi soggetti avrebbero "pugnalato alle spalle" la città di Chieti, infangando oltre cento anni di storia sportiva e mancando di chiedere scusa per il verdetto sportivo che condanna il club al campionato regionale.
Messaggio chiaro ai nuovi investitori
Non meno duro è il monito rivolto a chiunque intenda avvicinarsi al sodalizio in futuro. Gli ultras chiudono le porte a potenziali "avventurieri" che cerchino di gestire il Chieti Calcio per interessi personali o attraverso strategie comunicative poco trasparenti. La richiesta è perentoria: nessuna conferma per Di Labio e i suoi collaboratori, inclusi i ruoli nel settore giovanile, ambito dove la tifoseria chiede di smettere di "speculare sui sogni dei bambini e sui sacrifici delle famiglie".
La proposta
La soluzione indicata dalla piazza per uscire dallo stallo è istituzionale. La Curva Volpi chiede a gran voce che il titolo sportivo venga riconsegnato nelle mani del sindaco, affinché si possa ripartire su basi trasparenti e solide, allontanando definitivamente una gestione ritenuta responsabile del disastro sportivo che ha travolto la storica compagine neroverde.