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Serie D, le abruzzesi dopo la prima di campionato: Teramo subito da applausi, L’Aquila convince meno

Per L'Aquila con Magnani il gol-vittoria alla mezz'ora della ripresa

Serie D, le abruzzesi dopo la prima di campionato: Teramo subito da applausi, L’Aquila convince meno
di Dino Venturoni
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Caldo atroce e squadre in rodaggio sono buoni - anzi, ottimi - motivi per prendere con le pinze gli esiti della prima di campionato nel girone F di serie D, ma nel piccolo universo abruzzese del campionato qualcosa degno di nota è già emerso.

QUI TERAMO. Cominciamo dalla superfavorita del torneo, il Teramo. I tifosi che seguono abitualmente il Diavolo devono aver gridato al miracolo a Macerata vedendo la squadra scendere in campo con un sistema di gioco diverso dal 3-4-2-1 che Marco Pomante propone da quando allena i biancorossi. Alla quinta stagione a Teramo e dopo l'esito infausto della rincorsa alla promozione nella passata primavera, ma forse spinto anche dalle indicazioni della sofferta partita di Coppa contro il Notaresco, il tecnico di Silvi ha subito adottato un "piano B" provato in un paio di amichevoli estive e che in terra marchigiana si è rivelato super efficace. In sintesi: via uno stopper, dentro un centrocampista in più e quindi un terzetto nel mezzo disposto a triangolo rovesciato.

Il 4-2-3-1 con Carpani in trequarti magari concede qualcosa in fase difensiva - la Maceratese ha avuto le sue occasioni - ma sicuramente alza il baricentro, esalta le spietate doti di finalizzatore del citato Carpani (che ha fatto un gol da centravanti puro) e nel contempo riduce la sofferenza della coppia di mediani rispetto al 3-4-2-1. Si dirà che tra le due squadre in campo c'era una differenza tecnica e di esperienza notevole, per cui parlare di tattica potrebbe essere ozioso: giusto ma fino a un certo punto, perché nel calcio di oggi gli allenatori con le loro scelte possono esaltare o viceversa deprimere le qualità dei giocatori a disposizione. La chiave, per tutti gli allenatori, è sempre trovare l'equilibrio. Intanto, a Pomante va detto bravo perché sta mostrando un'intelligente flessibilità. Tattica a parte, nel Teramo oltre ai soliti, devastanti Pavone e Njambè hanno impressionato i nuovi De Santis e Marconato mentre Diakitè, quando è entrato, ha fatto vedere una qualità tecnica di categoria superiore che sarà preziosa contro avversari chiusi.

QUI L'AQUILA. L'altra abruzzese chiamata a correre per la serie C è L'Aquila, la cui vittoria casalinga sul Termoli è stata molto meno convincente del 3-0 biancorosso a Macerata. Il gol-vittoria è arrivato alla mezz'ora della ripresa da un difensore che sa segnare, il gigantesco Magnani, sugli sviluppi di un calcio piazzato, con il Termoli esausto da oltre un'ora di gioco in inferiorità numerica per l'espulsione di Velotti - molto contestata dai molisani - dopo appena 13 minuti. L'Aquila non è stata brillante ma fa intravedere un potenziale importante, con Gori già signore del centrocampo, l'ex Ancona Zini ad affondare sulla destra e il moto perpetuo di Curatolo a esaltare i movimenti da rapace del bomber Sparacello, dal canto suo decisivo nell'azione del gol e vicinissimo al primo timbro stagionale (traversa clamorosa di testa). Sulla condizione dei rossoblù sarà certamente probante il prossimo impegno, la trasferta di Fossombrone: il campo è difficile, l'avversario molto solido e gasato dal colpo messo a segno al Fadini.

QUI GIULIANOVA. Ecco, il Fadini è stato subito terra di conquista per l'ospite di turno come lo era stato sette giorni prima in Coppa e nell'ambiente giuliese - dove quest'anno si immagina a ragione un ruolo da protagonisti, visti gli sforzi della società - il malumore si taglia a fette. Non solo e non tanto per il risultato, ma per l'approccio molle alla partita che ha concesso campo e occasioni alla Forsempronese e costretto i giallorossi a rincorrere. Il Giulianova ha reagito e dato il meglio di sé sullo 0-1, trovando meritatamente il pari, ed è da questa buona reazione che Pergolizzi e i suoi dovranno ripartire. Poi il gol-vittoria degli ospiti fa storia a sé, in quanto è frutto di un errore individuale clamoroso. Però è pur vero che certi regali si sono visti anche nel precampionato giallorosso e Pergolizzi lo ha rilevato impietosamente nel dopogara facendosi sfuggire davanti alla telecamera un crudo "cazzate", riferito agli errori dei suoi, che la dice lunga sul nervosismo che regna a Giulianova in questo momento. Il prossimo impegno, peraltro, non è facile: trasferta a Senigallia contro una Vigor che gioca un bel calcio offensivo e ieri ne ha fatti cinque al malcapitato Sporting Trestina.

QUI LANCIANO. Proprio il Trestina sarà di scena al Biondi nella seconda giornata e i rossoneri, spinti da un pubblico che ha fame di calcio dopo anni difficili, andranno sicuramente all'assalto della porta degli umbri per mettere in cascina i primi punti e dimenticare la sconfitta di ieri a Foligno. Sconfitta rocambolesca per gli episodi negativi del finale di gara, ma giusta nella sostanza. La squadra di Pierantoni ha sofferto per quasi tutto il match la verve offensiva del Foligno e quando ha attaccato è stata poco incisiva, tanto che - a parte l'indomito Kyeremateng, autore del momentaneo 1-1 su un regalo clamoroso della difesa avversaria - i più pericolosi sono stati i fratelli centrocampisti Luca e Cristiano Verna. Il Lanciano può e deve crescere, anche nella condizione atletica. C'è la sensazione che lo farà.

QUI NOTARESCO. Non sappiamo se sia un problema di condizione atletica ad aver spinto il Notaresco a rintanarsi nella propria area nel finale di partita contro l'Ancona, pagando con un gol-beffa al 97' questo atteggiamento. Che, in verità, sembra più un limite mentale: perché i rossoblù in una settimana hanno incontrato due corazzate della categoria, in entrambe le occasioni le hanno fronteggiate senza timore mettendole a tratti in difficoltà, ma tutte e due le volte si sono fatti sfuggire il risultato (la vittoria in Coppa a Teramo, il pari ieri in campionato) nei secondi finali, subendo reti con dieci uomini ammucchiati a difesa di Mercorelli. Se su qualcosa deve lavorare il tecnico Mazzocchetti è sicuramente la gestione di questi momenti, premesso che non sempre s'incontreranno squadre come Teramo e Ancona. A proposito: per i rossoblù si riparte dal Teramo, ancora al Bonolis, nell'anticipo di sabato 12. Non ci sarà per squalifica capitan Formiconi, uno dei tre grandi vecchi che costituiscono l'asse centrale della squadra insieme ad Arrigoni e Infantino. Grave perdita, ma il Teramo sa di dover stare comunque attento: soprattutto a Infantino, 40 anni da compiere a giorni e un istinto da killer mai venuto meno, come si è visto subito sul sintetico di Mosciano.

QUI SANT'EGIDIO. Il ritorno in serie D della Santegidiese è cominciato con un traumatico schiaffone in faccia: gol di Mariani (ex Teramo) per il Montecchio Gallo dopo 22 secondi di gioco. Alla fine, però, ha vinto la Sant. Che in terra marchigiana ha ribaltato il risultato anche con un po' di fortuna, ma che con la fortuna ieri aveva un grosso credito iniziale viste le pesanti assenze che doveva fronteggiare. Il nuovo tecnico Andrea Censori è cresciuto sotto l'ala di un maestro dell'equilibrio tattico come Roberto Cappellacci: ieri si è affidato a un prudente 3-5-2, probabilmente quando avrà l'organico al completo potrà adottare a seconda delle circostanze diversi sistemi di gioco. Intanto la calda tifoseria vibratiana ha apprezzato la "garra" messa in campo dalla squadra al debutto e attende la prima gara interna che, nella nuova "casa" del Fadini, sarà contro la Recanatese, veterana della categoria.