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Serie B

Pescara-Spezia 1-1, il Delfino retrocede in serie C: scatta la contestazione

Fumogeni e petardi fuori dallo stadio. Un pareggio inutile che condanna anche i liguri: la beffa a 11 mesi dalla storica promozione con Silvio Baldini

Un'azione della partita
Un'azione della partita
di Paolo Renzetti
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PESCARA. A undici mesi esatti dalla memorabile finale con la Ternana che  regalò la promozione in B al Pescara di Silvio Baldini, i biancazzurri pareggiano per 1-1 con lo Spezia e salutano malinconicamente la seria cadetta. Il miracolo che i 12mila dell’Adriatico aspettavano non c’è stato questa sera, 8 maggio.

Al 91’ del match con lo Spezia è arrivata una retrocessione dolorosa (anche per i liguri), figlia di errori commessi soprattutto in estate e che il mercato di riparazione non è riuscito a rimediare. Resta la ferita di Padova con il rigore della discordia poi tirato da Russo e le tante domande sul perché dell’accaduto. A pagare è una tifoseria eccezionale che non meritava davvero un simile finale. 

La partita

In campo spazio a tutti i titolari con la novità di Faraoni dall’inizio. Fra i liguri con il 3-5-2, c’è in attacco l’ex Lapadula. 

Gli ultimi 90’ del torneo iniziano con una opportunità per i biancazzurri con Valzania che pasticcia al limite dell’area piccola, con Mascardi che controlla. Al 11’ il Pescara trova il gol con l’angolo di Insigne e la conclusione di Faraoni che sorprende Mascardi per l’1-0. Festeggia l’ex veronese mentre arriva la notizia del vantaggio del Catanzaro sul Bari.

Si anima l’Adriatico con il Delfino che si rende pericoloso qualche attimo dopo con un tiro di Valzania parato da Mascardi. Qualche minuto dopo arriva il gol del Bari e il Pescara a metà primo tempo vede i fantasmi della retrocessione. Al 27’ si rivede la squadra di casa con il tiro di Valzania e il mancato tap-in di Di Nardo con il pallone che si spegne sul fondo. Clima surreale visto che al 40’ arriva la notizia del vantaggio del Bari che fa sprofondare i biancazzurri. Il primo tempo si chiude con il vantaggio di misura del Pescara.

Nella ripresa al 7’ arriva il pareggio ospite con Sernicola, ma la rete viene annullata dopo l’intervento del Var per posizione di offside di Bonfanti. Si resta sull’1-0 con la situazione però tutt’altro che allegra con il risultato di Catanzaro che non lascia scampo al Pescara che al 12’ arriva a un passo dal raddoppio con Insigne che in area ospite trova la respinta di Mascardi. Intanto dalla Nord iniziano cori verso il presidente Daniele Sebastiani con l’esplosione di diversi petardi. Al 28’ arriva anche il pareggio ospite di Artistico che chiude i giochi con il Pescara che saluta la B.

Contestazione fuori dallo stadio

La contestazione

I minuti finali di partita sono intrisi di delusione, rabbia e contestazione. Una serata amarissima che Pescara città non meritava mentre da domani si inizierà a pensare al futuro con tanti punti interrogativi e tanti nodi da sciogliere. E al 91’ pesante contestazione dei tifosi con guerriglia fuori dallo stadio con lancio di petardi e fumogeni.