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Il caso

Famiglia nel bosco, bambina in ospedale: negato l'incontro anche agli amici dei genitori

Amici di Nathan e Catherine denunciano l'impossibilità di visitare la piccola ricoverata a Vasto e i fratelli in casa famiglia; lo psichiatra Cantelmi e la Garante Ferragni chiedono maggiore sensibilità e il rispetto del diritto alla continuità affettiva

L'ospedale di Vasto
L'ospedale di Vasto
di Luca Di Renzo
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CHIETI. Si arricchisce di un nuovo, sofferto capitolo la vicenda della famiglia anglo australiana. Nelle ultime ore, alcuni amici stretti di Nathan e Catherine hanno segnalato l'impossibilità di incontrare i figli della coppia, attualmente separati dai genitori. Mara e Fabrizio, amici che conoscono bene i bambini, hanno tentato invano di far visita alla figlia della coppia, ricoverata da domenica all'ospedale di Vasto, e agli altri due fratelli ospitati in una casa famiglia. Nonostante il tentativo di recarsi nelle strutture, ai due non è stato concesso il permesso di salutare i minori, sollevando forti preoccupazioni sul benessere psicologico dei piccoli in un momento di estrema fragilità.

Il dolore degli amici e il "tradimento" verso i minori

"Sapevamo che la piccola aspettava con entusiasmo il nostro arrivo e ci si è spezzato il cuore non poterla neanche salutare", hanno dichiarato Mara e Fabrizio. Secondo gli amici, disattendere una promessa fatta a una bambina può essere percepito come un vero e proprio tradimento emotivo. Non potendo accedere al reparto, i due hanno lasciato un omaggio floreale e un biglietto, con la speranza che vengano consegnati alla piccola. Il caso sta sollevando interrogativi sulla rigidità delle procedure adottate in una situazione che coinvolge minori già provati dal distacco dal nucleo familiare.

L'appello dello psichiatra Cantelmi

A confermare la complessità della gestione è intervenuto lo psichiatra Tonino Cantelmi, consulente dei legali che assistono la famiglia. Cantelmi ha sottolineato la necessità di gestire il caso con una sensibilità superiore, lamentando di non aver ancora ricevuto risposta dal primario del reparto ospedaliero nonostante le richieste di contatto telefonico. Pur non mettendo in dubbio la professionalità dei sanitari della ASL Lanciano Vasto Chieti, che hanno confermato un miglioramento delle condizioni della bambina, lo psichiatra ha ribadito l'importanza di permettere a un genitore di restare accanto alla figlia durante la degenza, oltre i normali orari di visita.

Il richiamo alle Carte internazionali

Sulla vicenda è intervenuta anche la garante per l'infanzia, Marina Ferragni, la quale ha richiamato una nota del Ministero della Salute del 2019. Il documento stabilisce che, in caso di ricovero di un minore, deve essere garantita la continuità della relazione con i genitori, con accesso illimitato per almeno uno di loro. Tali principi sono sanciti dalla Carta Europea dei bambini in ospedale del 1988 e dalla Carta italiana di Trieste del 2001, strumenti nati proprio per tutelare il diritto del bambino a non essere separato dai propri affetti durante le cure mediche.