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Previdenza

Pensioni, da luglio scatta la riforma della previdenza complementare: ecco cosa cambia

Le novità riguardano soprattutto i lavoratori assunti dal 1° luglio 2026

Pensioni, da luglio scatta la riforma della previdenza complementare: ecco cosa cambia
di Redazione cronaca
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Da luglio entrerà in vigore la riforma della previdenza complementare, considerata tra gli interventi più rilevanti messi in campo dal governo guidato da Giorgia Meloni in materia di pensioni

Le nuove norme, come spiega Money.it, puntano a rafforzare il sistema integrativo, favorendo l’adesione ai fondi pensione e introducendo una gestione più flessibile delle somme accumulate nel tempo. Le novità riguardano soprattutto i lavoratori assunti dal 1° luglio 2026, per i quali scatteranno nuove regole sia nella fase di adesione sia in quella di accesso alle prestazioni finali.

Per chi entrerà nel settore privato senza avere già una posizione aperta nella previdenza complementare, sarà prevista l’iscrizione automatica al fondo pensione legato al contratto collettivo applicato dall’azienda. I lavoratori avranno comunque 60 giorni di tempo per scegliere se lasciare il Tfr in azienda oppure aderire a un diverso fondo pensionistico.

La riforma modifica anche i criteri di investimento delle risorse versate. Viene infatti superato il modello tradizionale dei comparti garantiti, sostituito da una gestione calibrata sull’età dell’aderente e sugli anni mancanti alla pensione. In pratica, i lavoratori più giovani potranno contare su investimenti più dinamici e con una maggiore esposizione azionaria, mentre chi si avvicina al pensionamento sarà indirizzato verso linee più prudenti, pensate per tutelare il capitale accumulato.

Tra gli aspetti più significativi c’è poi l’aumento della quota che potrà essere riscossa in capitale al momento del pensionamento: il limite salirà dal 50% al 60% del montante maturato. Per la parte restante, oltre alla classica rendita vitalizia, saranno introdotte nuove formule di erogazione.