Serie C
Pescara, bivio Ostiamare per Buscè in un Adriatico diventato tabù
di Giuliano De Matteis

Wadi Ad Dawasir. Sembra quasi una legge di Murphy… dopo una bella giornata di gara ne arriva sempre una pessima. E così è andata ieri 12 gennaio, per i fratelli Silvio e Tito Totani all’ottava tappa della Dakar 2026. In realtà non ci sono stati problemi gravi, ma tante piccole cose che messe tutte insieme hanno reso la vita dei due aquilani un po’ più difficile.
«È stata una speciale complicata – spiega al traguardo Tito Totani , insolitamente nervoso – bruttissima, e dura, molto dura. Tutto ok, in un certo senso, però abbiamo fatto almeno tre errori. A cominciare da stamattina quando sul tratto di dune per evitare un’altra vettura siamo rimasti appoggiati sulla cresta della duna con la pancia del nostro buggy. Se non l’avessimo fatto ci saremmo scontrati con l’altro veicolo e le conseguenze sarebbero state ben peggiori. Poco più tardi abbiamo fatto un lungo in una zona piena di fesh fesh, in mezzo a piante e cespugli. Eravamo dentro uno oued con una pianta davanti e quindi lo spazio per muoversi era limitatissimo. Non riuscendo ad andare indietro abbiamo tirato fuori le piastre e ci siamo disinsabbiati”.
Ma ahimè, quando capitano cose come queste, che ti fanno solo perdere tempo e che sai benissimo che si sarebbero potute evitare, subentra il nervoso che è il papà di tutti gli errori, e infatti… A quel punto eravamo nervosi e abbiamo fatto un errore perdendo un wpt, il primo di tutto il rally. La strumentazione ce l’ha segnalato ma solo più avanti, dopo che avevamo già marcato altri tre punti. Tornare indietro era davvero impossibile (oltre che vietato dal regolamento) e abbiamo deciso di pagare il prezzo, che per fortuna era solo di 15 minuti, non pochi ma neanche tanti perché ogni wpt ha un suo valore specifico. Tutto qui? Eh no, non ancora: “proseguendo sull’onda del nervosismo abbiamo sbagliato una nota, o meglio, l’avevamo presa nel modo giusto ma ci siamo convinti che fosse sbagliata e abbiamo perso qualche minuto per cercare di risolvere un errore che in effetti non avevamo commesso».
Martedì 13 gennaio la nona tappa. Sarà la prima parte della seconda marathon di questa Dakar 2026: niente assistenza dunque ed è per questo che il lavoro dei meccanici stasera assume un valore immenso. 532 i chilometri complessivi di cui 410 di settore selettivo, diverso per auto e moto. Si comincia con un trasferimento da 119 chilometri prima di entrare nella ps al termine della quale con soli 3 km si arriverà al bivacco refuge dove si dormirà con tenda e sacco a pelo e si mangeranno le razioni fornite dall’organizzazione.