Serie C
Pescara, bivio Ostiamare per Buscè in un Adriatico diventato tabù
di Giuliano De Matteis

WADI AD DAWASIR. Un’altra "tappona" da brivido con i suoi 877 chilometri, quella di domenica 11 gennaio, e di nuovo i fratelli aquilani Silvio e Tito Totani sono partiti un pochino indietro, dalla 89esima posizione, alle ore 7.51 rispetto alle 6,10 di Nasser Al Attiyah partito davanti a tutti per questa settima tappa della Dakar 2026.
Ma non è stato tanto l’ordine di partenza quanto il fatto che davanti agli aquilani abbiano trovato almeno 20 SSV e una decina di camion che gli hanno reso la vita un po’ più complicata. Alla fine della tappa i fratelli sono arrivati in 66esima posizione con un ritardo dal primo di una cinquantina di minuti, oltre a una penalità di un minuto e trenta.
Nella classifica "pulita" da camion e SSV, il team aquilano è 44esimo, mentre in quella riservata ai veicoli due ruote motrici, la "T1.2", è quarto.
I commenti dei piloti
«Questo in teoria – dice Tito Totani, il copilota - ma la verità è che anche se tu vai a 160 km/h o anche a 170, contro i loro 130 km/h ci vogliono almeno due o tre minuti per avvicinarti abbastanza da poter tentare il sorpasso e tutto ciò avviene nella polvere che toglie completamente visibilità, senza contare, nelle zone pietrose, tutti i sassi che ti schizzano addosso tirati dalle gomme degli altri veicoli”.
Una situazione di stress quasi perenne quando parti così indietro e soprattutto quando parti a trenta secondi di distanza dal veicolo che ti precede: «“Tradotto – aggiunge Silvio Totani – significa che al massimo entro dieci chilometri sei già nella polvere dell’equipaggio che è partito prima di te e devi anche pensare alle spalle, e a chi è partito dietro di te e che probabilmente starà vivendo la stessa situazione».
La nuova tappa
Lunedì 12 gennaio, l'ottava tappa, un anello con partenza e arrivo sempre a Wadi Ad Dawasir.