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Rugby

Avezzano, riparte il campionato: l'Isweb in trasferta a Padova contro la squadra cadetta del Petrarca

Una trasferta tutt’altro che da sottovalutare, come spiegato dal capitano Dario Basha: «Ci attende una partita delicata. In caso di vittoria resteremmo in scia delle prime, ma Padova quando gioca in casa è una squadra forte»

Il capitano Dario Basha
Il capitano Dario Basha
di Abruzzo Daily
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AVEZZANO. Dopo la sosta per le festività natalizie, l’Isweb Avezzano Rugby, che occupa la piazza d'onore in classifica, è pronta a tornare in campo, domenica 11 gennaio, sul campo della squadra cadetta del Petrarca Padova, formazione "maglia nera" del campionato.

Le parole del capitano Dario Basha

Una trasferta tutt’altro che da sottovalutare, come spiegato dal capitano Dario Basha: «Ci attende una partita delicata. In caso di vittoria resteremmo in scia delle prime, ma Padova quando gioca in casa è una squadra forte, determinata e tenace. Dovremo essere precisi e cinici, soprattutto nelle prime fasi di gioco, caratteristiche che nelle ultime gare ci sono mancate. Ma abbiamo qualità, e quindi siamo usciti bene dai match contro Torino e Livorno. Domenica sarà importante la solidità in mischia e la precisione nella touche, e il lavoro del nostro coach Castagna sta dando i suoi frutti in entrambe queste fasi di gioco. Vincere equivarrebbe a dare un bel segnale per il campionato, soprattutto perché siamo alla prima dell’anno».

L’analisi di Roberto Quartaroli

Sulla stessa lunghezza d’onda, con un ulteriore riflessione, Roberto Quartaroli, allenatore dei trequarti gialloneri: «Il bilancio delle prime sei partite è senz’altro positivo. Siamo partiti da un gruppo squadra quasi totalmente rinnovato, con molti giocatori giovani e, per questo motivo, insieme alla società si è deciso di anticipare l'inizio della preparazione. Questa decisione, insieme al grande impegno e alla grande determinazione che ogni giocatore ha dimostrato fin dai primi allenamenti, si è rivelata molto importante al fine dei risultati ad oggi conseguiti perché ci ha dato la possibilità di iniziare a lavorare sia sulla costruzione del gruppo che su quella del gioco».