la rubrica
Fuori copertina, Vito Moretti
di Valeria Di Felice

ASSISI – Lunedì 8 dicembre, nel giorno dell'Immacolata, l’Abruzzo è protagonista ad Assisi, nella città di San Francesco con due simboli di forte valore identitario: l’albero di Natale dell’Aquila, alto 13 metri - un magnifico cedro dell’Atlante glauco alto circa 13 metri, prelevato da un vivaio del Comune di L’Aquila - e il Presepe Monumentale di Castelli, donato alla comunità umbra. Un gesto che rinnova il legame tra la regione e Assisi.
Segni di speranza e tradizione
Nel giorno della festa della Madonna l’Abruzzo porta nel cuore della cristianità i suoi segni più autentici: radici, artigianato e spirito di comunità. L’iniziativa si inserisce in un percorso che guarda anche al futuro, con l’obiettivo di valorizzare i cammini del turismo lento che uniscono Umbria, Lazio e Abruzzo attraverso la valle Santa reatina. Sarà il Consiglio regionale, nelle prossime settimane, a pronunciarsi sull’adesione formale.
Una festa condivisa
La giornata dell'8 dicembre è vissuta come una festa comune tra Abruzzo e Assisi. I rapporti si sono rafforzati il 4 ottobre 2025, quando l’olio portato dall’Aquila ha acceso la lampada votiva sulla tomba di San Francesco, alla presenza del sindaco Pierluigi Biondi, del presidente della Regione Marco Marsilio, del premier Giorgia Meloni e del ministro della Cultura Alessandro Giuli.
Uno sguardo al 2026
Il legame tra Abruzzo e Assisi si consoliderà ulteriormente nel 2026, anno in cui L’Aquila sarà Capitale italiana della cultura. In quel contesto, è previsto uno spettacolo dedicato a San Francesco con la partecipazione della cantante Simona Molinari e del poeta Davide Rondoni.