Il caso
Sorelline ritrovate: convalidati i fermi - Niente carcere ma obbligo di dimora per la madre, il compagno e il nonno
di Luca Di Renzo

CARACAS. La devastante crisi che sta travolgendo il Venezuela dopo il devastante terremoto di giovedì 25 giugno ha innescato una mobilitazione internazionale senza precedenti. Il governo italiano ha attivato immediatamente tutti i canali diplomatici per seguire l’evoluzione dell’emergenza e garantire assistenza ai connazionali presenti nel Paese sudamericano. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani, in contatto diretto con le autorità di Caracas, ha espresso il cordoglio dell’Italia e ha ribadito che la priorità assoluta è la tutela della comunità italiana. «Stiamo verificando se ci siano italiani intrappolati», ha dichiarato il titolare della Farnesina, confermando la massima attenzione dell’Unità di Crisi.
Confermato il decesso di un italo‑venezuelano
Le informazioni raccolte da La Voce d’Italia riferiscono che il Ministero degli Affari Esteri ha confermato la morte di un cittadino italo‑venezuelano nato a Caracas nel 1970. L’uomo è rimasto vittima del crollo di un edificio nella municipalità di La Guaira, una delle aree più colpite dal sisma e situata a circa trenta chilometri dalla capitale. L’Ambasciata e il Consolato Generale d’Italia stanno monitorando senza sosta la situazione, mentre continuano ad arrivare segnalazioni di persone non rintracciabili. La comunità italiana in Venezuela è una delle più numerose al mondo: oltre 140.000 residenti, di cui circa 65.000 concentrati nell’area metropolitana di Caracas. Tra i dispersi figura anche Gianni Giannasca, 61 anni, che al momento del terremoto si trovava nella zona di Todasana, sempre nello Stato di La Guaira.
- Il racconto in diretta dal Venezuela
Un “doppietto sismico”
Il Paese è stato colpito da un fenomeno geologico di rara intensità: due scosse violentissime a distanza di appena 39 secondi. La prima, considerata un evento precursore, ha raggiunto magnitudo 7.2; la seconda, quella principale, ha toccato 7.5, provocando danni estesi e un numero crescente di vittime. Il bilancio provvisorio parla di almeno 188 morti e oltre mille feriti ricoverati negli ospedali. Il collasso delle reti elettriche e delle telecomunicazioni sta complicando le operazioni di soccorso, mentre sulla piattaforma digitale attivata per l’emergenza risultano già oltre 42.000 denunce di scomparsa.
Gli Stati Uniti inviano aiuti e squadre specializzate
Gli Stati Uniti hanno approvato un pacchetto di aiuti umanitari da 150 milioni di dollari, destinati a forniture mediche, beni essenziali e supporto logistico attraverso le agenzie ONU e le principali ONG. Washington ha inoltre autorizzato il dispiegamento del Disaster Assistance Response Team (DART), che comprende unità di ricerca e soccorso urbano provenienti da Virginia e California, squadre cinofile, ingegneri strutturisti e personale medico specializzato. Le operazioni sono già in corso tra le macerie.
La Spagna mobilita la Unidad Militar de Emergencias
Anche la Spagna ha attivato un piano di intervento immediato. Il ministro degli Esteri José Manuel Albares ha confermato l’invio della Unidad Militar de Emergencias (UME) e di un team dell’Agenzia Spagnola per la Cooperazione Internazionale allo Sviluppo (AECID). Il ponte aereo prevede la consegna di materiali d’urgenza — coperte, stuoie, kit per la potabilizzazione dell’acqua — oltre allo schieramento di un ospedale da campo. Poiché l’aeroporto internazionale di Caracas è inutilizzabile, i voli umanitari atterreranno a Valencia. La Voce d’Italia segnala inoltre che il Consolato generale di Spagna a Caracas ha riportato danni strutturali significativi, mentre l’Ambasciata ha subito lesioni più lievi.
Una crisi che richiede una risposta globale
Il Venezuela oggi è un Paese allo stremo, con infrastrutture compromesse e un numero di dispersi destinato purtroppo a crescere. La rete diplomatica italiana resta pienamente operativa, mentre la comunità internazionale continua a mobilitarsi per fornire soccorso e assistenza.