Il personaggio
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di Antonio Monda

CHIETI. Nel primo quadrimestre del 2026, la Uil Abruzzo ha analizzato i dati Inail relativi alla sicurezza sul lavoro nel territorio regionale, evidenziando un quadro contrastante che vede una diminuzione dei decessi a fronte di un aumento preoccupante degli infortuni totali e delle malattie professionali.
Il periodo preso in esame, da gennaio ad aprile 2026, rivela criticità strutturali nonostante il calo delle vittime mortali. Se da un lato il numero delle denunce di infortunio mortale è passato da otto a tre rispetto allo scorso anno, la Uil Abruzzo avverte che non è il momento di abbassare la guardia.
Infortuni
Il vero campanello d'allarme è costituito dall'aumento complessivo delle denunce di infortunio, salite del 4,3% passando da 3.776 a 3.940 casi. Parallelamente, le malattie professionali mostrano una tendenza negativa, con un incremento del 7,6%, passando da 3.091 a 3.326 denunce.
Particolarmente significativo risulta l'aumento degli infortuni in itinere, che hanno registrato un balzo del 23%, passando da 455 a 561 casi. Secondo Michele Lombardo, segretario generale della Uil Abruzzo, e Valerio Camplone, del Dipartimento regionale Ambiente, salute e sicurezza, questo dato impone una riflessione urgente sui tempi di lavoro, sullo stress lavoro-correlato e sulle dinamiche della mobilità quotidiana dei lavoratori.
Le richieste del sindacato
Di fronte a tali numeri, che indicano la persistenza di criticità organizzative e formative, il sindacato richiede un deciso cambio di passo. Michele Lombardo e Valerio Camplone sottolineano la necessità di rafforzare le attività di vigilanza e controllo.
In quest'ottica, la Uil Abruzzo rilancia la proposta di una piattaforma regionale condivisa dedicata alla formazione in materia di salute e sicurezza sul lavoro, con l'obiettivo di invertire la rotta e garantire standard di tutela più elevati in tutti i comparti produttivi.