Il personaggio
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di Antonio Monda

Con appena 1.338 euro complessivi, l’Abruzzo si colloca tra le regioni italiane con i proventi più bassi derivanti dal recupero dell’evasione fiscale. Peggio fa soltanto il Molise, fermo a 250 euro. Subito sopra l’Abruzzo figurano Puglia, Marche e Sicilia, mentre il divario con il Nord resta molto marcato.
Il confronto con il Nord
I numeri sono impietosi: la Lombardia supera il milione di euro, seguita da Liguria ed Emilia-Romagna, che completano il podio nazionale. Una distanza che evidenzia profonde differenze territoriali nella capacità dei Comuni di intercettare e segnalare l’evasione fiscale.
Come funziona il meccanismo
I proventi derivano dalle somme che lo Stato riconosce ai Comuni quando, grazie alle loro segnalazioni, vengono accertati tributi non pagati. Dal 2022 la quota riconosciuta agli enti locali è pari al 50% delle somme recuperate, dopo anni in cui la percentuale aveva raggiunto anche il 100%.
Il minimo storico nazionale
Secondo l’analisi del Centro Studi Enti Locali, nel 2024 i proventi complessivi riconosciuti ai Comuni italiani si sono fermati a poco più di 2,5 milioni di euro, il dato più basso degli ultimi anni, in forte calo rispetto al periodo 2018-2021.
Ipotesi revisione degli incentivi
Alla luce del ridimensionamento degli introiti, il Governo sta valutando una revisione del sistema di incentivi, fino all’ipotesi di riconoscere ai Comuni l’intero ammontare delle somme recuperate, nel tentativo di rilanciare la collaborazione nella lotta all’evasione fiscale.