Il personaggio
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di Antonio Monda

Mangiare fuori può costare fino al 20% del reddito lordo mensile. A rilevarlo è un’analisi di Bravo, fintech specializzata nella gestione del debito, che ha confrontato il costo del pranzo fuori casa con quello preparato tra le mura domestiche.
La differenza dei costi: 16 euro fuori, 1,7 euro a casa
Un pasto tipo – piatto di pasta, acqua e caffè – costa in media 16 euro al Nord e 13 euro al Sud. Prepararlo a casa costa appena 1,7 euro. Il risparmio medio stimato è di 263 euro al mese, pari a quasi 3.200 euro l’anno.
Nord avanti: fino a 3.500 euro di risparmio
Lombardia, Friuli-Venezia Giulia, Emilia-Romagna, Liguria e Trentino-Alto Adige sono le regioni dove si risparmia di più, con un potenziale annuo che sfiora i 3.500 euro. Merito degli stipendi più alti e del maggiore costo della ristorazione.
Sud e Abruzzo in fondo alla classifica
Nella parte bassa della graduatoria compaiono Abruzzo, Molise, Puglia, Sicilia e Sardegna, tutte sotto i 2.800 euro di risparmio potenziale. Il divario col Nord sfiora i 670 euro l’anno. Qui pesano retribuzioni più basse e costi della ristorazione inferiori.
Le città dove si risparmia di più
Tra le prime 20 città per risparmio assoluto dominano Lombardia (6), Emilia-Romagna (4), Piemonte e Veneto (3 ciascuna). In testa figurano Milano, Monza-Brianza, Parma, Modena e Bologna con 3.630 euro annui di risparmio. Milano, con una retribuzione lorda mensile di 2.780 euro, resta il caso emblematico: anche con stipendi alti, il costo del pranzo fuori pesa molto.
La classifica cambia se si guarda alla percentuale sullo stipendio
Il quadro si ribalta analizzando il risparmio in percentuale sulla busta paga: Vibo Valentia è prima con il 22,3% di risparmio potenziale sullo stipendio mensile. Seguono Grosseto (21,5%) e Imperia (21%).