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Ponte sul Trigno

Ponte crollato sul Trigno: si pianifica la rimozione, ma il rischio ordigni bellici frena i lavori

Il Procuratore capo di Larino annuncia il piano per il recupero del viadotto e del corpo di Domenico Racanati: tempi lunghi, possibile presenza di residui della Seconda Guerra Mondiale

Domenico Recanati
Domenico Recanati
di Luca Di Renzo
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Il procuratore capo di Larino, Elvira Antonelli, oggi 15 luglio, ha coordinato un tavolo tecnico alla presenza di enti locali, Anas e forze dell'ordine per fare il punto sulla rimozione dei resti del ponte crollato sul fiume Trigno lo scorso 2 aprile. L'obiettivo primario resta il recupero del corpo di Domenico Racanati, disperso dopo il crollo della sua automobile durante l'incidente, ma le operazioni sono condizionate dal delicato ritrovamento di possibili

Un cantiere complesso

La priorità assoluta resta l'indagine della procura per chiarire le cause del cedimento strutturale, bilanciata dalla necessità operativa dell'Anas di avviare la ricostruzione del viadotto. Tuttavia, l'area, teatro della storica “Battaglia del Trigno” durante la Seconda Guerra Mondiale, impone precauzioni estreme per la bonifica da eventuali residui bellici, un fattore che ha inevitabilmente posticipato le tempistiche previste per la rimozione delle macerie ordigni bellici risalenti alla Seconda Guerra Mondiale.

Il punto sulla situazione

Nonostante le difficoltà, il procuratore Antonelli si è dichiarata ottimista: il progetto esecutivo per gli interventi dovrebbe essere pronto entro la fine dell'estate. Durante il confronto, il sindaco di Montenero di Bisaccia, Simona Contucci, ha evidenziato l'impatto socio-economico negativo per le imprese locali, costrette a subire da mesi i disagi derivanti dall'interruzione dei collegamenti stradali tra Molise e Abruzzo.

I familiari di Domenico Racanati hanno espresso piena collaborazione, consapevoli della complessità tecnica che richiede cautela prima di poter restituire il congiunto ai propri cari.