Il personaggio
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di Antonio Monda

Addio all’ingegnere Paolo Bontempi, nome indissolubilmente legato a uno dei marchi che più di ogni altro ha avvicinato i bambini alla musica. Con i suoi strumenti colorati, diventati un simbolo degli anni Settanta, Bontempi ha accompagnato l’infanzia di intere generazioni: pianole e piccoli organi che, soprattutto nel periodo natalizio, trovavano posto sotto l’albero e rappresentavano il primo approccio alle note per migliaia di ragazzi.
Paolo Bontempi si è spento all’età di 93 anni a Montelupone, nel Maceratese, dove risiedeva. La notizia della sua scomparsa è stata resa nota solo dopo lo svolgimento delle esequie, celebrate in forma strettamente privata. Secondo le sue volontà, la sepoltura è avvenuta nel cimitero di Recanati.
Partendo dalla bottega di fisarmoniche aperta dal padre Egisto nel 1937, Bontempi seppe dare vita a una realtà industriale di respiro internazionale. Grazie a intuizione, competenza tecnica e capacità di innovare, trasformò strumenti semplici in veri strumenti didattici, anticipando l’evoluzione della musica elettronica e delle tastiere portatili.
Nel pieno degli anni Settanta l’azienda arrivò a impiegare fino a mille lavoratori, con stabilimenti produttivi a Potenza Picena, Martinsicuro e San Claudio di Corridonia, oltre a un importante polo in Abruzzo dedicato alla lavorazione delle materie plastiche.
La Bontempi fu tra le prime imprese italiane a introdurre tecnologie avanzate nel settore della plastica, affermandosi come modello industriale e formativo anche oltre i confini nazionali. Il marchio si distinse inoltre per una produzione unica al mondo: la riproduzione in versione giocattolo di quasi tutti gli strumenti musicali esistenti.
Indimenticabili il Chord Organ, ispirato al celebre Hammond e amatissimo dai giovani degli anni Settanta, e il pianino con il celebre “metodo Bontempi”, pensato per permettere ai bambini di suonare fin dal primo momento. A consolidare il successo contribuirono anche le grandi licenze internazionali – da Walt Disney a Warner Bros fino a Barbie – che portarono personaggi iconici nelle camerette, unendo musica, gioco e immaginazione.
Negli anni d'oro, la Bontempi non si limitò al mercato italiano: l'azienda marchigiana aprì società commerciali negli Stati Uniti, Germania, Francia, Belgio, Inghilterra, Spagna e Svizzera e decise di produrre direttamente in Canada per servire il mercato nord e sudamericano, evitando costi e complicazioni di trasporto. Una scelta lungimirante che consolidò il marchio come leader globale nel settore dei giocattoli musicali. Il contributo di Paolo Bontempi non fu solo industriale: il suo lavoro fu anche educativo e culturale. Attraverso i suoi strumenti, milioni di bambini ebbero il primo approccio alla musica in modo naturale e divertente, sviluppando sensibilità musicale e coordinazione.
Molti musicisti italiani hanno ricordato come le prime note che suonavano provenissero proprio da un organo o una tastierina Bontempi, strumento che spesso diventava il cuore della cameretta e, in alcuni casi, di veri e propri piccoli gruppi musicali adolescenziali. "Paolo Bontempi ci ha lasciato a ridosso del Natale - ricorda la sindaca di Potenza Picena, Noemi Tartabini, comunee dove ha sede storica l'azienda Bontempi - Una ricorrenza che ha contribuito a rendere speciale, mettendo sotto l'albero la passione per la musica a migliaia di bambini. Grazie a lui, la nostra città è diventata un centro produttivo e culturale di eccellenza per il mondo musicale". Nel 2023 l'ingegnere Bontempi ricevette il Premio Mugellini, riconoscimento alla sua intuizione più grande: avvicinare il mondo dei più piccoli alla musica in modo semplice e naturale.