Il personaggio
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di Antonio Monda

PESCARA. L’Abruzzo mostra segnali di miglioramento nel Pne 2025 (Programma nazionale esiti), il grande rapporto annuale del Ministero della Salute sulla qualità delle cure, ma resta inserito in un quadro segnato da forti diseguaglianze tra Nord e Sud.
Dai dati emerge un’inversione di tendenza per due strutture:
Entrambe non risultano più tra quelle segnalate per criticità o sottoposte ad audit, un passo avanti importante per il sistema sanitario regionale.
Cinque strutture ancora critiche: 8 audit aperti nel 2024
Nonostante i progressi, il Pne registra 5 strutture abruzzesi che presentano criticità legate a risultati clinici o alla qualità della codifica, generando 8 procedure di audit. Una cifra significativa, che conferma la necessità di consolidare percorsi, standard organizzativi e qualità dei dati.
Chirurgia oncologica e volumi: Abruzzo fuori dalle eccellenze
Nel confronto nazionale sui percorsi più complessi—come chirurgia oncologica, cardiochirurgia e neurochirurgia—l’Abruzzo non compare tra le strutture valutate «molto alte» per performance e volumi. Il dato rafforza una tendenza nota: parte dell’utenza continua a migrare verso altre regioni, soprattutto Emilia-Romagna, Marche e Lazio.
Percorsi tempo-dipendenti: serve un salto di qualità
Il PNE segnala un divario a sfavore del Centro-Sud in tre ambiti chiave:
L’Abruzzo si colloca in questa fascia intermedia, con risultati variabili a seconda delle strutture e delle ASL.
Esiti a lungo termine: criticità nelle malattie croniche
Come nel resto del Mezzogiorno, emergono problemi in tre indicatori sensibili:
Il quadro non è ai livelli più critici del Sud, ma richiede investimenti strutturali nella rete territoriale prevista dal DM 77.
Un sistema in transizione
Il PNE 2025 conferma che l’Abruzzo è in una fase di transizione delicata: migliora dove investe e standardizza, rallenta dove i volumi non sono sufficienti o dove manca integrazione tra ospedale e territorio.
La sfida nei prossimi mesi sarà tradurre il monitoraggio degli esiti in azioni concrete, dalla riorganizzazione dei reparti alla stabilizzazione del personale, fino alla piena attuazione della rete territoriale.
Abruzzo: i numeri del Pne 2025
Dove l’Abruzzo deve accelerare
Segnali positivi
La posizione della Regione
«Nella premessa al report dell'Agenas c'è scritto che il documento non produce classifiche, graduatorie o giudizi, ma è indubbio che l'edizione 2025 del Piano Nazionale Esiti (riferito ai dati 2024) restituisca un'immagine positiva e dinamica del sistema sanitario abruzzese. Il Pne analizza una serie di parametri nell'assistenza ospedaliera, tra cui la casistica, la tempestività di accesso a procedure essenziali, l'appropriatezza clinica, la sicurezza e gli esiti. L'edizione di quest'anno ha valutato anche la la portata dell'innovazione, soprattutto in ambito chirurgico, per documentare il crescente ricorso alle tecnologie». «In questi anni - spiega l'assessore alla Salute della regione Abruzzo, Nicoletta Verì - la Regione, oltre ad un massiccio programma di assunzioni di personale sanitario, ha investito ingenti risorse nell'ammodernamento tecnologico degli ospedali, così da migliorare il livello dell'assistenza. I dati del report rilevano che la direzione intrapresa è quella giusta».