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Sanità

Medici di famiglia in Abruzzo, verso un accordo per la nuova assistenza territoriale

Si va verso un nuovo accordo per la riorganizzazione della medicina di famiglia, con l'obiettivo di garantire un'assistenza più capillare e vicina ai cittadini. Al centro del confronto le Aggregazioni Funzionali Territoriali

Medici di famiglia in Abruzzo, verso un accordo per la nuova assistenza territoriale
di Stefano Recanati
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Una sanità territoriale più vicina ai cittadini, con un'assistenza organizzata fino a mezzanotte, ma senza penalizzare il lavoro dei medici di famiglia. E' la posizione dello SNAMI Abruzzo, il sindacato dei medici di medicina generale, che torna a sollecitare la Regione sul nuovo accordo integrativo regionale destinato a ridefinire l'organizzazione dell'assistenza sanitaria sul territorio.

Il sindacato non contesta la riforma, ma chiede che alle nuove responsabilità corrispondano risorse adeguate, riconoscimenti economici e condizioni di lavoro sostenibili. «L'etica di questo sindacato è proprio quella di stare vicino al cittadino, ma anche aiutare il collega di medicina generale per sgravarlo da tutta quella che è la burocrazia che oggi incombe e tutte quelle nuove regole che distraggono il medico dall'attività clinica che dovrebbe essere il primo impegno del medico», dice il presidente regionale dello SNAM, Nicola Grimaldi.

Al centro della riforma ci sono le AFT, le aggregazioni funzionali territoriali attraverso le quali medici di famiglia lavoreranno in rete per garantire una maggiore continuità delle cure. Le AFT potranno avere una sede unica oppure essere costituite da più ambulatori collegati tra loro. Una soluzione particolarmente importante per l'Abruzzo, soprattutto nelle aree interne e nei piccoli comuni, dove la presenza del medico di famiglia rappresenta un presidio sanitario fondamentale. «All'interno delle AFT avremo un'assistenza completa, non si parlerà più di guardia medica e di continuità assistenziale, ma all'interno di questa struttura saranno presenti e i medici di famiglia e l'ex continuità assistenziale con la presenza di un medico reperibile dalle 8 del mattino alla mezzanotte, il tutto concentrato nelle strutture delle case di comunità e di ospedali di comunità. Avremo l'applicazione di tutto ciò che prevede l'accordo collettivo nazionale all'interno della Regione Abruzzo e stiamo lavorando proprio per garantire agli assistiti, ai pazienti, più presidi sanitari sul territorio. Il lavoro che stiamo svolgendo è importante per rendere appetibile il lavoro del medico di medicina generale che deve tornare ad essere il punto di riferimento del paziente», le parole di Evio Mancini, presidente SNAMI Pescara