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La tragedia

Elicottero italiano precipita in Bosnia, 4 morti e 11 feriti - La nota del Ministero della Difesa

Il ministro della Difesa, Guido Crosetto, ha diffuso le generalità dei quattro militari impegnati nella missione Eufor Althea. Altri undici connazionali sono rimasti feriti. Annullata l'inaugurazione del Villaggio Difesa prevista per il 4 novembre

L'elicottero precipitato a Brcko
L'elicottero precipitato a Brcko
di Redazione cronaca
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Con un post sui suoi profili social, il ministro della Difesa Guido Crosetto ha diffuso le generalità dei quattro militari italiani che hanno perso la vita in Bosnia-Erzegovina, in un incidente che ha coinvolto un elicottero impegnato nell'ambito della missione Eufor Althea. Nell'incidente sono rimasti feriti altri undici connazionali.

"Abbiamo atteso che la drammatica notizia della morte dei loro cari fosse portata alle famiglie e volevamo evitare che altre centinaia di famiglie vivessero ore di angoscia in attesa di conoscere i nome delle persone coinvolte", ha scritto Crosetto in un lungo post, "Il nostro momentaneo silenzio non ha impedito che la notizia della scomparsa di 4 nostri militari impegnati nella missione Eufor Althea riecheggiasse provocando la disperazione di centinaia di persone che avevano i loro cari impegnati in Bosnia".

Le quattro vittime

"A chi fino a oggi ha servito ed ora ha bisogno andrà tutto il nostro aiuto possibile", ha aggiunto il ministro della Difesa, "Ci uniamo al dolore dei familiari del Sergente (EI AVES) Simone RUGGIA, del Sergente (EI AVES) Claudio MARCHESI, del Tenente del Corpo Militare Volontario della Croce Rossa Italiana (CRI) Franco Adriano ZECCHILLO e del Sergente del Corpo Militare Volontario della Croce Rossa Italiana (CRI) Laura PROCACCI che hanno perso la vita servendo l'Italia, la Difesa e l'Esercito".

"L'angoscia ed la sofferenza per questo tragico evento cambieranno ciò che avevamo previsto per la Festa della Forze Armate del 4 novembre", ha concluso Crosetto, "A partire dal Villaggio Difesa che domani non verrà inaugurato e che diventerà non più il teatro di una festa di ringraziamento per le Forze Armate ma il luogo dove manifestare, con una preghiera, un fiore, un biglietto o la presenza, la vicinanza ai caduti, Simone, Claudio, Franco e Laura, alle loro famiglie ed alle Forze Armate".