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La storia

In Abruzzo c'è un borgo nascosto che ha fatto rivivere una centrale idroelettrica del 1910: da discarica a fonte di energia pulita

L'incredibile storia di Villetta Barrea, nel cuore del Parco Nazionale: l'intervento decisivo portato avanti dalla società EnergRed

Il paese e la centrale (Foto Fb: Comune Villetta Barrea e energred.com)
Il paese e la centrale (Foto Fb: Comune Villetta Barrea e energred.com)
di Tommaso Silvi
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Nel cuore del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, il piccolo borgo di Villetta Barrea (600 abitanti in provincia de L'Aquila) ha riportato in vita la sua storica centrale idroelettrica, trasformandola nella prima in Italia riconosciuta come “nZEC – Near Zero Energy Community”. A 18 mesi dalla riattivazione, l’impianto ha già prodotto oltre 633.500 kWh di energia rinnovabile, evitando l’emissione di circa 200 tonnellate di CO₂, equivalenti all’assorbimento annuo di 10mila alberi. La storia è stata raccontata da StartupItalia all’interno del progetto editoriale Viaggio in Italia, dedicato alle eccellenze locali e ai percorsi di innovazione.

Dalla Seconda Guerra Mondiale all’abbandono

La centrale, costruita nel 1910, ha vissuto alterne vicende: distrutta durante la guerra, rimessa in funzione da Enel nel 1952, poi nuovamente ferma negli anni Sessanta. Un tentativo di rilancio nel 1995 non bastò a salvarla dall’alluvione del 2015, che la rese inutilizzabile e in stato di degrado.

Il progetto di rinascita

Grazie all’intervento della società EnergRed, specializzata in impianti rinnovabili, e alla collaborazione con il Comune, l’impianto è stato riqualificato e affidato in convenzione per 30 anni. L’investimento, pari a circa 600mila euro, ha permesso di riportare in funzione la centrale senza alterarne l’architettura storica. «La rinascita di Villetta Barrea è uno dei nostri progetti più significativi – ha spiegato il CEO di EnergRed Moreno Scarchini – non solo per l’impatto ambientale positivo, ma per l’armonia con cui l’impianto si inserisce nel territorio. La collaborazione virtuosa pubblico-privato ha trasformato un canale di 600mq senza acqua che era diventato una discarica in un impianto di nuovo funzionante».

Un modello pubblico‑privato

La sindaca Giuseppina Colantoni ha sottolineato come la collaborazione con EnergRed abbia trasformato un peso gestionale in un’opportunità: «Siamo riusciti a rendere i cittadini protagonisti di un percorso fondato su innovazione e sostenibilità. Ora puntiamo all’autosufficienza energetica e alla creazione di una Comunità Energetica Rinnovabile».

Cultura e identità

La riqualificazione è stata accompagnata anche da un progetto culturale: il libro fotografico “Acqua Corrente”, curato da EnergRed insieme a tre fotografi ambientali, ha raccontato con immagini e testimonianze il processo di rinascita. I proventi sono stati devoluti al Comune.