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Tagli al fondo per la montagna, allarme dei Comuni: “Risorse da 200 a 73 milioni”
di Redazione cronaca

CRONACA. Una grande occasione di conoscenza e valorizzazione del patrimonio italiano: c'è attesa sabato 21 e domenica 22 marzo 2026 per la 34esima edizione le 'Giornate Fai di Primavera', il più grande evento di piazza dedicato al patrimonio culturale e paesaggistico, promosso dal FAI - Fondo per l'Ambiente Italiano ETS.
Le aperture saranno rese possibili grazie al lavoro di 7.500 volontari delle Delegazioni e dei Gruppi Fsi attivi in tutte le regioni e di 17mila Apprendisti Ciceroni, studenti della scuola secondaria formati dai loro docenti per raccontare le bellezze del territorio. A livello nazionale saranno 780 i luoghi visitabili in 400 città, con aperture a contributo libero.
In Abruzzo
Nella regione saranno 33 i luoghi aperti per mostrare spesso tesori nascosti in 11 borghi e città, grazie all'impegno delle Delegazioni e dei volontari FAI, che offriranno ai visitatori l'opportunità di scoprire siti spesso poco conosciuti o normalmente non accessibili.
La nuova edizione è stata presentata ieri, 10 marzo, a L'Aquila con la partecipazione del presidente della Regione Abruzzo Marco Marsilio e del presidente regionale Fai Abruzzo e Molise, Roberto di Monte.
I commenti
«Le Giornate FAI di Primavera - ha detto il presidente Marsilio - rappresentano un'occasione straordinaria per riscoprire il patrimonio culturale e paesaggistico dei nostri territori e per rafforzare il legame tra comunità e luoghi identitari». E conclude:«Un'iniziativa che contribuisce a promuovere il nostro patrimonio e a diffondere la cultura della tutela e della valorizzazione dei beni comuni».
«Le Giornate FAI di Primavera - ha dichiarato il presidente regionale FAI Abruzzo e Molise, Roberto Di Monte - rappresentano un momento particolarmente significativo nel percorso di conoscenza e consapevolezza del nostro patrimonio culturale. Aprire questi luoghi significa non soltanto renderli accessibili, ma soprattutto restituire loro una funzione viva nel rapporto tra territorio, storia e comunità. Iniziative come questa ricordano quanto la tutela e la valorizzazione dei beni culturali siano un impegno collettivo e continuo, fondato sulla partecipazione civica e sulla trasmissione della memoria. Il patrimonio che custodiamo non è soltanto testimonianza del passato, ma una risorsa culturale e civile che contribuisce a definire l'identità dei nostri territori e a orientarne il futuro».
Scoprire i luoghi
Da Palazzo Spaventa nel capoluogo sino all'eremo di San Venanzio a Raiano, dalla grotta dell'eccidio di Arielli sino all'ex colonia marina Stella Maris da Montesilvano (in foto). Tutti i luoghi visitabili sono sulla pagina che il Fai ha dedicato all'Abruzzo.