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di Redazione cronaca

L'AQUILA. «Dopo il danno provocato da lavori interminabili, adesso a imprese e cittadini tocca subire anche la beffa dei rincari». Questo il commento del presidente della Cna Abruzzo e vicepresidente nazionale, Bernardo Sofia, di fronte all’aumento - scattato dal 1 gennaio 2026 - dei pedaggi autostradali lungo gran parte delle autostrade italiane: aumento che riguarda anche arterie, come la A14 Adriatica gestita dalla società Autostrade per l’Italia, e che porta a un ritocco verso l’alto dell’1,5% delle attuali tariffe.
Critiche all’applicazione del provvedimento
«Il provvedimento deciso dall’Autorità di Regolazione dei Trasporti – prosegue – è stato applicato in modo burocratico, non tenendo in alcun conto l’impatto che ciò produce sugli utenti che utilizzano il sistema autostradale non occasionalmente, ma per svolgere la propria attività lavorativa. Utenti che, soprattutto lungo la tratta tra Abruzzo e Marche della A14, si trovano a sopportare da anni disagi, rischi per la sicurezza e ritardi in ragione del protrarsi di lavori di manutenzione straordinaria di cui non si intravvede il termine. E mentre i rincari hanno un impatto certo e quotidiano sui conti delle aziende di trasporto di merci e persone, i ristori legati ai ritardi provocati sui tempi di percorrenza dai cantieri hanno invece modalità di applicazione complesse e farraginose. Con il rischio concreto, nella sostanza, di vanificare il tutto. Oltretutto, non vorrei si dimenticasse anche il fatto che le imprese dell’autotrasporto si trovano a fare i conti anche con l’aumento delle accise sul gasolio decise dal governo, completando un quadro di crescita dei costi da sostenere».
Il dossier sui danni alle imprese
«Nelle scorse settimane - ricorda infine Sofia - i nostri colleghi di Cna Fita Abruzzo, insieme agli esponenti di Usarci, sigla che associa rappresentanti e agenti di commercio, hanno presentato all’opinione pubblica un ricco dossier che documenta il modo approfondito e circostanziato i danni che tutti questi intoppi alla viabilità provocano ai conti delle imprese. Se ne sarebbe dovuto tener conto prima di mettere mano agli aumenti».